Oggi, per chiudere la mini-rubrica dedicata al backup che riassumerò domenica prossima, affronterò il problema del recupero delle copie di sicurezza da remoto: sette giorni fa abbiamo imparato a creare una condivisione – che può riguardare cartelle, dischi o insiemi di questi ultimi – con un gruppo d’utenti. Nell’esempio, avevo aggiunto i miei genitori. Sebbene i percorsi condivisi fossero già potenzialmente online, Windows 8.1 richiede alcuni accorgimenti per raggiungere i file durante le vacanze oppure le trasferte di lavoro.

Lo ammetto. Lo screencast che trovate in calce non è né breve – perché dura circa diciannove minuti – né esaustivo. Le ultime due puntate della serie hanno affrontato degli argomenti che esulano dal backup dei documenti perché, se non sceglieste d’utilizzare SkyDrive, incontrereste delle difficoltà oggettive. La condivisione online dei percorsi locali scelti per le copie di sicurezza o per qualunque altro tipo di file è tanto semplice da predisporre, quanto complessa da raggiungere. Ecco cosa dovreste sapere, prima di procedere:

  • l’indirizzo IP (Internet Protocol) esterno del computer al quale sono connessi i dischi o dove si trovano le cartelle che avete condiviso;
  • le porte bloccate dal firewall – che può essere quello predefinito di Windows 8.1 o un altro installato separatamente – da “aprire” per non incontrare dei problemi nell’accesso alle risorse.

Perché serve conoscere l’indirizzo IP del computer? Semplicemente – attivando la condivisione dei documenti, come spiegato nel video – dovete inserirlo in Explorer, per arrivare ai percorsi condivisi.

Se foste nello stesso edificio, collegati allo stesso router, basterebbe aprire il file manager per rintracciare e accedere alle risorse condivise. Sì, ma l’intento è quello di fare altrettanto da remoto… e non esistono altre soluzioni all’inserimento dell’indirizzo IP esterno. Come trovarlo? Cliccando sull’icona che appare in basso a destra nella tray e selezionando i Dettagli fra le proprietà del Centro connessioni di rete e condivisione — individuando quella stessa serie numerica che vi servirebbe pure per il Desktop Remoto.

Un problema è la confusione fra l’IP esterno e quello locale: ogni computer, infatti, ha due indirizzi di rete. Uno è assegnato dal router ed è del tipo 192.168.x.x, l’altro dall’operatore telefonico e – sul protocollo IPv4 – dovrebbe assomigliare a 82.xx.xx.xx. Non riuscite a trovarlo? Cercate Whats My IP Address? su qualunque motore di ricerca. Individuato il secondo, potete inserirlo nella barra del file manager anteposto a http:// o ftp://. Esistono delle differenze fra i due protocolli, ma sarebbe difficile riassumerle qui.

Se non avete impostato dei particolari parametri sul firewall, dando Invio dovreste visualizzare una richiesta di nome utente e password: sono quelli configurati per accedere al computer. Qualora il percorso da rintracciare fosse crittografato con BitLocker, dovreste inserire anche quella parola-chiave per sbloccare il device o la cartella. Lo stesso procedimento – eventualmente aprendo delle porte sul firewall – permetterebbe d’arrivare ai documenti con altri sistemi operativi. La questione, però, sarebbe ancora più elaborata.