Alzi la mano chi effettua regolarmente il backup dei propri file. Da qui non posso contare le mani alzate, ma – se non state barando – immagino che siano poche: è un aspetto fondamentale del lavoro al computer, come ricordava Marco Tortato all’evento organizzato da Western Digital per WD My Cloud, eppure molti lo “snobbano”. Anch’io spesso dimentico d’effettuare un backup, pagandone le conseguenze. L’occasione è buona per inaugurare una mini-rubrica che in cinque puntate spieghi come memorizzare i file, utilizzando Windows 8.1.

Perché proprio da Windows 8.1, anziché con altri sistemi operativi? Beh, l’aggiornamento è appena uscito e suppongo che molti tra i lettori che non mantengono dei backup lo utilizzino. Mac OS X e Linux prevedono delle soluzioni più complesse — e, sotto certi aspetti, più complete. Al solito, queste guide non sono rivolte a dei professionisti che dovessero effettuare i backup di dati aziendali… ma a quei lettori che volessero acquisire nuove capacità sull’argomento. Procedendo per gradi, illustrerò anche delle tecniche elaborate.

La prima tipologia di backup da considerare è quella offline: banalmente, consiste nel salvare i file e le impostazioni su dischi esterni — da collegare al computer via USB, FireWire o Thunderbolt. Potreste limitarvi al cutnpaste dei documenti, ma su Windows 8.1 c’è un aspetto importante da considerare. Il file system del supporto su cui salvare i backup dev’essere per forza NTFS, l’unico capace d’accedere a tutte le funzioni previste dal sistema operativo. File History, ad esempio, che mantiene una cronologia delle versioni.

Qualcuno avrà notato che, descrivendo le caratteristiche di File History, definivo Windows 8 come la migliore versione di sempre: ne sono ancora convinto e non è una contraddizione sostenere anche che non sia all’altezza di Mac OS X o Linux. Chiusa la parentesi, il copia e incolla non è una soluzione efficace. Windows 8.1 ammette il trasferimento delle impostazioni da un computer all’altro — telefonando al supporto tecnico di Microsoft per segnalare un cambio dell’hardware, altrimenti non potreste attivare il sistema operativo.

Oltre al file system formattato in NTFS, è opportuno considerare le funzionalità di BitLocker. Il backup gestito in automatico da Windows 8.1 non è criptato, a prescindere dall’utilizzo della crittografia sulla partizione: disponibile da Vista, può comunque proteggere i dischi esterni – utilizzando l’algoritmo AES a 128-bit – se il backup è effettuato manualmente. Consiglio d’attivare BitLocker subito dopo la formattazione d’una unità, trasferendo i contenuti dal file manager del sistema operativo cosicché i dati siano protetti.

Quello offline non è certo il migliore tra i backup, perché per accedere ai file memorizzati bisogna collegare “fisicamente” il disco sul quale sono stati salvati al proprio computer. Tuttavia, io consiglio di mantenere sempre una copia locale dei documenti – oltre a quella online – per evitare che l’indisponibilità temporanea dei server remoti possa impedire un ripristino. Idealmente dovreste avere tre backup per ogni contenuto importante, da memorizzare sia online che offline. La settimana prossima? Parlerò del cloud storage.