Nel mondo contemporaneo sempre più persone presentano un’identità digitale molto strutturata, costruita su una serie di compromessi, il più importante riguarda la propria privacy. Certo è che non era nei patti il fatto di iscriversi ad un sito e rischiare di essere “identificati”. 

Agli albori di Internet la questione della privacy era certamente importante, ma non cruciale come in questo periodo in cui, nonostante la presenza sui social network, le persone si preoccupano davvero di tenere al sicuro le proprie coordinate individuali.

Adesso però, qualche piccola regoletta cambia perché nel caso in cui i dati su internet da noi inseriti sono oggetto di un attacco informatico, il gestore telefonico oppure l’internet provider ci devono avvisare, ci devono mettere in condizioni di capire i rischi che stiamo correndo.

Questo “incidente”, poi, deve essere trasmesso anche all’Autorità garante al fine di prendere le contromisure necessarie. Una decisione epocale, presa in questi giorni dal Garante della Privacy che ha dovuto recepire una direttiva europea dedicata al tema della privacy nel settore TLC.

I fornitori di servizi di accesso a internet, adesso, dovranno attenersi per forza a queste regole. Non rientrano invece tra gli obbligati a seguire la procedura gli internet point, le reti aziendali, i motori di ricerca e i siti che diffondono contenuti.