Avio Aero, un marchio di GE Aviation, è atterrato in Piemonte — dove apre uno fra i maggiori stabilimenti mondiali per la creazione di velivoli con la stampa 3D. Grazie allo additive manufacturing, produrrà nel rispetto dell’ambiente i componenti dei jet. La sussidiaria di General Electric ha quattromila dipendenti in Italia, il Paese più produttivo sui 4.700 impiegati nel mondo: è un’opportunità di crescita che interessa le startup, definite i laboratori di ricerca e sviluppo delle multinazionali da Pierantonio Macola di SMAU.

È importante sottolineare come l’Italia, proverbialmente in ritardo sull’innovazione, stia accelerando sulla stampa tridimensionale: partendo da Arduino a Ivera, fino ad Avio Aero a Rivalta di Torino, il Piemonte è diventato un punto di riferimento mondiale del settore e il 3D printing dei metalli – una nuova frontiera della tecnologia produttiva – riceve ingenti fondi europei per la ricerca. Un fenomeno che non possiamo sottostimare, specie quando GE sceglie proprio il nostro Paese per investire sulle nuove tecniche produttive.

Perché l’apertura di Avio Aero dovrebbe interessare agli startupper? Secondo me, perché la riduzione dei costi della stampa 3D dei metalli può essere d’aiuto nello sviluppare nuove soluzioni – magari, inerenti alla raccolta dei cosiddetti big data – per l’aviazione che imprese affermate come GE Aviation possono integrare nel proprio processo produttivo. È davvero incoraggiante che, nonostante la crisi economica, persino le multinazionali statunitensi considerino l’Italia come un luogo d’eccellenza per la produzione industriale.