Che fossimo inseriti all’interno di un grande fratello alimentato dalla super esposizione ai media sociali, era ormai cosa nota ma che ci fossero addirittura dei programmi per “controllare” i browser, questo era poco noto. Invece, come spiega una rivista informatica italiana, qualcosa si muove a livello europeo. 

Andiamo oltre la dimensione nazionale per spiegare che la Commissione Europea ha deciso di tenere d’occhio ancora per un po’ la competizione tra i vari browser all’interno del settore tecnologico.

In particolare, per capire se ci sarà lo spazio adeguato per accogliere la nuova uscita di Windows RT. Il problema, secondo la Commissione Europea sono i messaggi che arrivano da Mozilla e da Google padri di Firefox e Chrome.

Perché? Sembra che la nuova versione del sistema operativo mobile di Redmond, per piattaforme Arm, non garantirebbe il funzionamento di tutti i browser sui dispositivi mobili.

Si deduce che la navigazione degli utenti, nel rispetto delle norme sulla privacy, è altamente controllata e qualcuno, con una serie di modifiche tecniche, tenta anche di gestire ed indirizzare il gusto degli internauti. Le aziende non si lasciano scappare l’occasione di protestare.

In passato l’accordo con Microsoft è stato raggiunto e tutti i browser hanno avuto la possibilità di partire dallo stesso punto. Adesso ci si aspetta qualcosa di simile anche in relazione ai nuovi strumenti di navigazione.