Questa mattina un attacco cracker ha mandato offline per un paio di ore portali del calibro di Twitter, Spotify, The Guardian, Netflix, eBay e tantissimi altri ancora. In Europa gli utenti di internet non si sono accorti di nulla perchè il problema è stato limitato alle utenze americane ma il danno è stato comunque su vasta scala. Ad essere attaccati, infatti, sono stati i server del provider Dyn che si trova nel New Hampshire. L’attacco è stata compiuto alle ore 13 (orario italiano) ed ha mandato offline la struttura per due ore.

L’attacco è stato del tipo ddos (distributed denial of service). In altri termini, i cracker hanno colpito i server inviando massicce quantità di dati inutili e richiedendo continuamente le pagine dei siti, portando alla saturazione le risorse del sistema informatico rallentandolo sino a renderlo inaccessibile. I tecnici del provider sono immediatamente intervenuti ed hanno risolto il problema. Attualmente, tutti i siti funzionano correttamente anche per chi accede dall’America. Secondo Amazon, l’origine dell’attacco sarebbe da ricercarsi nell’East Coast ma il colosso dell’ecommerce no ha voluto aggiungere altri dettagli, nemmeno se le sue infrastrutture sono state colpite.

Secondo Dailydot, che pubblica le mappe degli attacchi informatici, i problemi maggiori si sono riscontrati prevalentemente nel Texas del sud, nel Nordest degli Stati Uniti, a New York, Washington e lungo il confine canadese. L’attacco di oggi è solo l’ultimo di una serie di azioni di disturbo che esperti cracker hanno portato a importanti firme del web. Di recente, per esempio, Yahoo ha dovuto ammettere che un attacco cracker ha sottratto un database di oltre 500 milioni di password. Attacchi che hanno anche avuto risvolti politici con la pubblicazione della corrispondenza elettronica dei collaboratori di Hillary Clinton.

Update:

Nella serata l’attacco sembra essere ripreso coinvolgendo meno siti anche se i problemi sembrano essere estesi anche ai cittadini europei.