Il segreto del successo di Assassin’s Creed non è tanto il gameplay – seppur valido – ma la capacità di far rivivere atmosfere di epoche passate come pochissimi altri videogiochi sanno fare. Nel capitolo di quest’anno, Assassin’s Creed Unity, vengono rievocati gli accadimenti della Rivoluzione Francese  in una romantica e decadente Parigi di fine ’700. Protagonista delle vicende è Arno, giovane francese di nobili origini che, dopo l’assassinio del padre quando ancora era bambino, viene cresciuto da un templare. Il destino lo porterà però ben presto a vestire i panni dell’Assassino, anche se il suo principale movente sarà la sete di vendetta e non gli ideali della Confraternita. Dopo un incipit scoppiettante, la narrazione perde velocemente di ritmo e non convince mai del tutto, complice la caratterizzazione anonima di protagonista e comprimari e l’assenza di comparse storiche di rilievo.

Con Unity però non cambiano semplicemente ambientazione e fase storica, anche alcuni aspetti del gameplay vengono ripensati da zero. La modifica che balza all’occhio già dai primi minuti di gioco è sicuramente il combat system, non più basato su counter letali e uccisioni a catena che rendevano il protagonista di turno un’ inarrestabile macchina da guerra. Si può ancora parare, evitare colpi e sferrare fendenti ma in maniera più frammentata e meno lineare rispetto al passato, obbligando il giocatore ad aggiornare spesso le proprie armi con il proseguo dell’avventura e l’incremento del livello di difficoltà (cosa utile anche nei vecchi AC ma meno necessaria). A ciò si aggiunge il fatto che, mentre si è impegnati in un duello, altri nemici potrebbero colpire, rendendo molto più difficili le tradizionali uccisioni in massa. Queste scelte rendono indubbiamente più difficili i combattimenti che però, almeno inizialmente, appaiono un po’ meno spettacolari e fluidi.

Stesso trattamento è stato dedicato dagli sviluppatori anche alla componente stealth, con il perfezionamento delle vecchie meccaniche e l’introduzione di nuove che provano a rendere il sistema di gioco, in certe fasi, potenzialmente più complesso ed interessante. Se prima tutto ruotava attorno ai soliti fienili o cespugli e a qualche bomba rumorosa per distrarre le guardie di turno, in questo nuovo capitolo il giocatore può utilizzare altre strategie come sfruttare la copertura di pareti, muri, mobili o sedie, travestirsi o accovacciarsi silenziosamente (finalmente!) per eseguire manovre d’aggiramento. Fondamentale è l’utilizzo dell’occhio dell’aquila per studiare posizione e movimenti dei nemici (presenti in quantità maggiore rispetto ai vecchi capitoli) e agire di conseguenza, evitandoli o attendendoli al varco per eliminarli di sorpresa. A valorizzare le rinnovate dinamiche stealth è sicuramente la prevalenza di missioni in spazi chiusi, ottime per sfruttare le coperture e il passo furtivo. È un vero peccato però vedere che l’intelligenza artificiale poco reattiva (come sempre) vanifichi in larga parte le nuove dinamiche stealth: spesso uccidere le guardie sarà davvero troppo facile, così come non farsi “beccare” dopo un assassinio compiuto a due metri da un’altra sentinella teoricamente vigile e attenta. Alle missioni principali si affiancano una infinità di attività collaterali, quest segrete, ricerca di cimeli antichi e tanto altro ancora, non esattamente entusiasmanti ma utili per scoprire Parigi e ottenere denaro con cui acquistare nuovi equipaggiamenti.

Gli sviluppatori di Ubisoft Montreal hanno, come da tradizione, ricostruito la città nei minimi particolari sia da un punto di vista architettonico che emozionale. Da sottolineare inoltre la bellezza degli interni, ricchissimi di particolari dell’epoca, e la quantità esagerata di passanti per le caotiche vie della Ville Lumière. Migliorata espressività e definizione dei modelli poligonali dei personaggi, sia principali che secondari. A minare l’ottima esperienza visiva di Assassin’s Creed Unity è però l‘instabilità del frame rate, problema che – stando a quanto dichiarato da Ubisoft – dovrebbe essere risolto a giorni con una patch correttiva (giocando offline la situazione migliora). Il multiplayer competitivo è stato sostituito dalla modalità cooperativa, in cui quattro giocatori possono partecipare a missioni  inserite all’interno della campagna singolo giocatore.

Ubisoft Montreal ha raffinato due aspetti fondamentali dell’esperienza ludica di Assassin’s Creed: il combat system e le dinamiche stealth (vanificate però da una IA pessima). A queste limature, tuttavia, non è stato affiancato un lavoro di innovazione generale della struttura di gioco, che sostanzialmente – se non si considera la coop – non presenta alcuna vera novità, anzi: rispetto a Black Flag e AC III, Unity perde (inevitabilmente) la componente marina, la cui mancanza non è stata in alcun modo controbilanciata. Ottima la ricostruzione grafica della bellissima città di Parigi, soprattutto per quanto riguarda gli interni, ricchissimi di dettagli dell’epoca e curati nei minimi particolari.

VOTO 8.5/10