Ieri, mentre Apple presentava due nuovi smartphone, Arduino annunciava la disponibilità di Yún: una scheda per la prototipazione – basata sulle specifiche di Leonardo – che integra un secondo processore capace d’installare ed eseguire una distribuzione di Linux. Sostanzialmente, Linino è una variante di OpenWRT e permette d’utilizzare il device come un router. Il dispositivo comprende sia un connettore Ethernet, sia un chip per il WiFi. ma in sé non prevede affatto un jack per RJ-11 (ovvero, la presa per il doppino telefonico).

Yún non può sostituire i modem distribuiti dagli operatori telefonici – almeno, non senza degli shield dedicati – o presenti sul mercato, né le funzioni di Raspberry Pi o BeagleBone Black. Insomma, se non siete degli esperti d’elettronica che intendono sviluppare nuove soluzioni… non sarebbe un acquisto oculato. Ho aspettato a trattare l’argomento, perché le caratteristiche del dispositivo sono molto specifiche. È un device interessante per gli ingegneri elettronici, però rischierebbe d’essere inutilizzabile per tutti gli altri.

Arduino ha “democratizzato” l’elettronica, ma Yún è un salto di qualità orientato agli esperti. Qualche hanno fa, un amico ha basato la propria tesi di laurea su UNO — lamentandosi dei limiti e preferendogli una BeagleBoard: il punto è proprio questo. Arduino non è un mini-computer e Yún non fa eccezione. OpeWRT consentirà ai programmatori d’implementare dei linguaggi che Arduino supportava con operazioni di wrapping, però non sarà accessibile agli utenti finali. Una scelta opportuna? È un segmento diverso, da quello di Tessel.