Massimo Banzi e Brian Krzanich – il Chief Executive Officer (CEO) di Intel – hanno presentato ieri alla Maker Faire nella Capitale il primo d’una nuova serie di prodotti: Galileo è un Arduino Certified, cioè un device realizzato da terzi e certificato dall’organizzazione italiana. Non dimentichiamo che Arduino è un progetto open hardware e, di conseguenza, chiunque può creare un dispositivo compatibile con l’ecosistema. Quello concepito da Intel è il primo a montare un processore della gamma di Quark, il SoC ispirato a Pentium.

Quark X1000 è una CPU che Intel ha ideato per il wearable computing e Galileo ne rappresenta la quintessenza: prodotto in Irlanda, sarà sul mercato dal prossimo 29 novembre. Cosa lo differenzia dalle altre board di Arduino? Beh, anzitutto l’architettura. Non è un ARM, né un AVR… quindi dovrà uscire un aggiornamento del Software Development Kit (SDK) che sia compatibile con x86. Quanto alle caratteristiche, Intel pensa alle smart city e alla prototipazione orientata soprattutto al dialogo dei nuovi dispositivi coi social network.

Benché la stampa nazionale e internazionale – complice la presenza di Intel – abbia concentrato l’attenzione su Galileo, io penso che l’ultima «big thing» di Arduino sia TRE: il primo device realizzato negli Stati Uniti da Texas Instruments sarà un concorrente di Raspberry Pi. Grazie alla collaborazione con BeagleBoard, Arduino diventerà un mini-computer che potrà installare persino Ubuntu. Un’evoluzione del concetto introdotto con Yún, molto più adatto a progetti d’elettronica destinati al routing della connessione a internet.