Arduino non è soltanto una gamma di schede per la prototipazione, ma – grazie all’open hardware – un intero ecosistema: molti maker e imprese indipendenti distribuiscono i propri device basati sulla piattaforma e il momento è propizio per distinguere quelli che effettivamente prevedono una piena compatibilità coi componenti modellati sul progetto originario. Arduino at Heart è un nuovo programma che permette d’ottenere una sorta di bollino e certificarne il funzionamento, a garanzia della reale qualità del singolo dispositivo.

Non fatevi fuorviare dall’idea del “bollino”, che ho utilizzato per sintetizzare il progetto: Arduino non può imporre a nessuno una tassa sulla produzione di device compatibili. Tuttavia, non è raro che Massimo Banzi debba intervenire sul proprio blog o addirittura per vie legali a smentire l’effettiva compatibilità e il rapporto che pure alcuni vantano. Arduino at Heart è un compromesso che tutela il consumatore… e aiuta le startup a farsi trovare online dai potenziali clienti. Sono esclusi, infatti, tutti i cloni delle board.

Come sottolineato dal sociologo britannico David Gauntlett all’incontro su La Società dei Makers cui ho partecipato, soprattutto in Italia il crafting è rappresentato principalmente dalla stampa tridimensionale e da Arduino — mentre le Maker Faire organizzate all’estero propongono diverse forme d’artigianato. Indicare col logo Arduino at Heart i progetti che accedono allo IDE (Integrated Development Environment) e supportano i moduli aggiuntivi ufficiali è una nuova forma di garanzia che, a pagamento, tutela il lavoro manuale.