Durante le scorse settimane mi sono divorato tutti i video tutorial del corso di iPhoneography di Guy Yang, di cui vi avevo parlato a Natale. Uno dei risultati, oltre al netto miglioramento della mie foto, é stata la presa di coscienza della necessità di strumenti per la gestione e l’archiviazione delle proprie foto. Personalmente finora ho utilizzato Dropbox, ma non l’ho mai fatto in maniera ragionata. Quando però le foto sono tante l’esigenza di avere uno strumento dedicato si fa sentire. Così mi sono iscritto come beta tester a Circ, il servizio offerto da una startup spinoff di Eye Fi che consiste in uno strumento di cloud storage delle proprie foto e dei propri video.

Per ora ho provato solo l’app per Android e per Windows desktop. Non mi fa impazzire il caricamento automatico delle foto. Uno strumento di import in grado di farmi caricare le foto direttamente in nuovi album sarebbe molto utile. Più in generale l’app fa quello che deve fare: permette di caricare foto e organizzarle in raccolte, utilizzando descrizioni e tag e dividendo le foto per eventi (creati in base alla data in cui sono state scattate le foto) e album (creati dall’utente). Certo ci sono altre app che lo fanno, ma il vantaggio di Circ é che si prefigge di lanciare un prodotto totalmente multi piattaforma, web app compresa, e basato sul cloud.

Circ offre uno spazio di storage infinito. Potete usare tutti i gigabyte che volete. Le foto vengono archiviate con la risoluzione originale per preservare la qualità delle immagini e dei video, ma i file vengono compressi. Circ garantisce di utilizzare uno speciale algoritmo per ridurre il peso delle foto a un quarto del’originale senza alcuna perdita di qualità dell’immagine, in modo da rendere più veloce la sincronizzazione delle immagini che possono tranquillamente continuare a essere stampate.

Personalmente non gradisco questo atteggiamento: preferirei comunque avere un’opzione per mantenere non compressi i miei file. Tanto più ora che app come Pureshot o 645 PRO permettono di realizzare foto in tiff senza alcuna compressione. Allo stesso modo, troverei utile poter scegliere se voglio ricevere sul dispositivo che sto usando il file ottimizzato da Circ per quel dispositivo oppure il file nel formato originale. Detto tutto questo, é verosimile che per molti il servizio offerto da Circ possa rappresentare un ottimo compromesso per archiviare e condividere in maniera semplice le proprie foto. Ed é proprio per questo che é stato pensato, al punto da non consentire l’upload di RAW file, ma solo jpeg e png (che poi verranno convertiti in jpeg).

 

Ho scritto qualche giorno fa che le app gratuite sono pericolose come il Gatto e la Volpe, quindi perché ho preso in considerazione Circ? Il business model é vagamente simile a quello di Evernote. La versione gratuita permette di connettere solo due dispositivi al proprio account, mentre con quella a pagamento si può arrivare fino a venti, per avere le proprie foto a disposizione davvero ovunque. Il costo di Circ Plus é 49,99 dollari all’anno. Inoltre é sempre possibile scaricare tutte le proprie foto e i propri video prima di chiudere l’account.

Per quanto riguarda la condivisione, oltre ai canonici social network, é anche possibile condividere foto, video e album con gli amici inviando loro un link e una password per accedervi.

Per provare Circ potete iscrivervi al programma di beta testing. In cambio del vostro contributo vi verrà regalato un anno di piano plus.