Mi accosto ai Keynote Apple sempre con un po’ di titubanza: da quando Steve Jobs ci ha lasciato (si, continuate pure a farmi sentire in colpa) l’azienda di Cupertino pare aver perso colpi, almeno per quel che riguarda le innovazioni.
Cose fighe e probabilmente estremamente inutili come occhiali con visore incluso ed orologi alla Michael Knight ci arrivano dai concorrenti, mentre Apple esegue la mossa dell’arrocco per consolidare la sua posizione nella (gigantesca) fascia di mercato che già detiene.
La filosofia di Steve Jobs è sempre stata: l’utente (utonto) non sa quello che vuole finché non sono io a mostrarglielo. E funzionava abbastanza bene finché, ogni anno, saliva sul palco con lo stesso sorriso di uno zio che tiene nascosto dietro la schiena il regalo tanto desiderato da suo nipote. E la sorpresa, in effetti, era sempre graditissima e mai vista prima: touchscreen, display con risoluzioni spaziali, dispositivi spessi come un foglio di carta. Innovazioni che oltre a produrre un effetto wow, proiettavano Apple mille anni avanti alla concorrenza, dandole tutto il tempo di introdurre e cesellare funzioni più terra terra che i concorrenti già possedevano.
Adesso però ci troviamo in uno scenario diverso, nel quale la strategia classica di Apple non funziona più. Spinte innovatrici arrivano da più fronti, non solo da Cupertino: è necessario, al più presto, rincorrere la concorrenza, dotando i propri dispositivi delle funzioni che gli utenti vanno a cercare.
Questo Keynote, secondo me, segna proprio il punto di svolta.


In questo momento di stallo innovativo, copiando ed ascoltando gli utenti, si resta a galla. Dopotutto Steve Jobs diceva “I bravi artisti copiano, i grandi artisti rubano“, fregando la frase a Pablo Picasso così bene da farla sua. Tutto il suo impero è iniziato così.
Apple, specialmente per iOS 8, ha finalmente ascoltato i desideri dei consumatori (che da utonti sono passati ad utenti) e si è ispirata ai concorrenti per migliorarsi.
Troviamo una migliore implementazione dei Widget, che vengono allargati agli sviluppatori di terze parti e – si spera – resi finalmente utili.
iCloud diventa finalmente qualcosa di più simile a Google Drive e Dropbox.
Il sistema diventa meno blindato: adesso si possono installare tastiere di sviluppatori indipendenti e quella nativa viene potenziata con suggerimenti più funzionali.
iMessage interiorizza molte delle funzioni già viste in Whatsapp.
Viene introdotta l’applicazione Health: un hub che andrà a raccogliere tutti i dati dei dispositivi biometrici (bracciali, orologi etc) che tanto vanno di moda.
iOS, in sostanza, pur restando un sistema chiuso si arricchisce delle stesse funzioni dei sistemi aperti, come Android.
Questo Keynote, per me, è storico e rivoluzionario. Apple va a colmare quasi completamente il divario di features software che aveva con i concorrenti.
Sulla griglia di partenza adesso sono di nuovo pari: il tutto per tutto sarà giocato a settembre, con la presentazione dei nuovi iPhone.

Cordialità,
Il Triste Mietitore

(Foto by InfoPhoto)