Il 2013 è stato dal mio punto di vista un anno di transizione. Un anno durante il quale molte aziende hi-tech si sono per così dire messe in pari, mentre quelle da cui mi aspettavo lo scatto definitivo verso il futuro tutto sommato hanno galleggiato o si sono comunque mosse con eccessiva discrezione. Ho pensato quindi di condividere con voi il mio personale bollettino di fine anno per cominciare quello nuovo con una lavagna da aggiornare nel corso del tempo. Mi sono limitato ai big del mondo hi-tech altrimenti non finivo più.

I vincitori

Samsung: ha sbaragliato la concorrenza sul piano Android, senza troppi meriti, ma con aggressive politiche di marketing. Con il Galaxy S4 ha fatto il minimo indispensabile, evidentemente tenendo in serbo per il futuro le novità su cui i propri ingegneri stanno lavorando. Il flop del Galaxy Gear non ha rovinato più di tanto l’annata, visto che comunque è un prodotto la cui adozione di massa è di là da venire. Ha introdotto per prima lo schermo curvo sugli smartphone e si è posizionata come l’alternativa ad Apple, costringendo Google a puntare sul brand Nexus perché oramai Android è collegato con Samsung.

Sony: con la nuova linea Xperia è nettamente migliorata sia sotto il profilo smartphone (l’Xperia Z1 mi è proprio piaciuto) che sotto quello tablet, anche se il motivo per inserirla fra i vincitori è il lancio della nuova PlayStation 4, acclamata come la consolle dell’anno e destinata allo stesso successo della precedente.

Apple: iPhone 5S, iPad mini Retina e iPad Air sono i migliori prodotti nel settore di riferimento, anche se sempre più grazie agli sviluppatori terzi che non ad Apple. Tecnologicamente abbiamo visto qualcosa di nuovo, così come sotto il profilo software con iOS 7 e Mavericks, nonostante come al solito ci siano i detrattori e quelli che decretano la fine di Apple. Il sorpasso di Android non c’è stato, anche se sono state messe le radici e il lavoro di Tim Cook non è stato all’altezza. Apple ha ancora qualcosa in più degli altri, quei campioni che ti risolvono la partita, e sono gli sviluppatori che producono i migliori software in circolazione a partire dalla piattaforma di Cupertino. Squadra vecchia, ma capace di vincere grazie all’esperienza accumulata negli anni.

Amazon: l’idea di consegnare i pacchi con i droni è futuristica quanto basta per lasciarci intendere dove punta Jeff Bezos. Il quale più che sui Kindle, sempre migliori, ma sempre niente di eccezionale sotto il profilo hardware (l’unico davvero super è l’e-reader), punta sull’industria dell’informazione che intende rivoluzionare entro il prossimo decennio. L’acquisto del Whashington Post sono convinto che sia solo il punto di partenza. Detto questo, oramai Amazon è il punto di riferimento per gli acquisti on line.

Facebook: Zuck continua a macinare utenti e nonostante l’avanzata degli altri social è riuscito a riportare Facebook in pari in borsa, dopo il crollo successivo al debutt. Faccialibro perde i giovani, ma conquista i vecchi e si avvia a diventare la TV del futuro.

Snapchat: quando ti puoi permettere di rifiutare un’offerta di Zuck, hai già vinto. Specie se si voleva comprare la tua app per tre volte quello che ha pagato per Instagram.

I vinti

Microsoft: con i nuovi Lumia e i nuovi Surface Redmond ha fatto un ottimo passo avanti, ma la Xbox One è stata oscurata dal successo della PS4. L’addio di Steve Ballmer ha lasciato un vuoto che non è ancora chiaro come verrà coperto. L’acquisto di Nokia, che diventerà operativo nel corso di quest’anno, ha indicato la direzione: comincio a pensare che la persona giusta per guidare Microsoft sia proprio Steven Elop, il primo CEO di Nokia non finlandese ed ex di Microsoft, anche se non so se sia all’altezza. Insomma, dalle parti di Seattle c’è molta incertezza riguardo al futuro e forse ci si è tenuto da parte troppe cartucce da sparare con il nuovo management.

HTC: nonostante l’ottimo HTC One l’azienda taiwanese ha avuto un anno disastroso a causa delle scarse vendite. In realtà da noi in Italia sembra aver fatto molto meglio che all’estero, ma non ho numeri per dirlo.

BlackBerry: una volta si chiamava RIM, ora che il fallimento è dietro l’angolo l’azienda che ha più o meno inventato lo smartphone ha deciso di chiamarsi con il nome di quello. Il BlackBerry Z10 è un ottimo smartphone e BlackBerry 10 è per certi aspetti molto meglio di iOS 7 e Android cioccolatino, ma a BlackBerry non è riuscita l’operazione decisiva: quella di coinvolgere gli sviluppatori. Persino Windows Phone 8 ha avuto prima una versione ufficiale di Instagram! Gli vanno gli onori delle armi: se fossi uno sviluppatore di BlackBerry sarei orgoglioso di quanto fatto, conscio che il fallimento è tutto da addossare al management.

Google: quando ti pieghi alle logiche di marketing per dare il nome a un tuo software, non puoi aspettarti di essere considerato fra i vincitori. I Google Glass non sono ancora in commercio, li possono acquistare solo gli sviluppatori e benché sia convinto che in qualche modo saranno il futuro, sono un prodotto del 2012 a cui nessun big si è ispirato per fare qualcosa di simile. Sinceramente credo che se Apple davvero uscirà nel 2014 con l’iWatch la prima vittima saranno i Glass. La comparsa di app come Quip e mail che sfidano Gmail nel proprio campo (la ricerca), vedi CloudMagic o Dispatch, è significativo di una cosa: c’è molta gente in giro che ritiene che Google sia vecchia e che, almeno su mobile, si possa battere. A mio parere è sufficiente questo per penalizzare un’azienda che altrimenti sarebbe in cima alla lista dei vincitori.

Twitter: doveva sfondare quest’anno, ma è rimasto un social di nicchia.

Instagram: vedi Twitter.

Mozilla: Rip Firefox, oramai anche i duri e puri si stanno convertendo a Chrome e anche Safari, per l’utente medio, è meglio di Firefox.

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