Tim Cook, CEO di Apple, all’interno di una lettera agli investitori, ha annunciato una revisione al ribasso delle stime dei ricavi della società. I dati ufficiale saranno pubblicati il prossimo 29 di gennaio ma, adesso, Cupertino si attende entrate per 84 miliardi di dollari. In precedenza, Apple stimava di chiudere il trimestre con un livello di entrate compreso tra gli 89 e i 93 miliardi di dollari. Trattasi di un taglio sulle stime di crescita molto importante visto che Apple ha dovuto corregge la sua previsione addirittura dell’8%.

Negli ultimi 5 anni è la prima volta che la società è costretta a discostarsi in maniera importante dalle previsioni economiche delle trimestrali. Solo due volte Apple non aveva centrato l’obiettivo ma si trattava di scostamenti minimi.

A spiegare cosa sia successo ci pensa lo stesso Tim Cook che ha dovuto ammettere che il problema principale arriva dal mercato cinese. Le tensioni commerciali tra l’America e la Cina e il contestuale calo delle vendite nel mercato cinese hanno penalizzato sensibilmente i guadagni della società.

Inoltre, il programma del cambio batteria per i vecchi iPhone ha contribuito a fare in modo che i clienti non effettuassero l’upgrade ad un modello più recente. La possibilità di poter sostituire la batteria oramai esausta a poco prezzo ha fatto in modo che molte persone preferissero tenere ancora il loro vecchio dispositivo.

Infine, anche il lancio differenziato dei nuovi iPhone XS e iPhone XR ha contribuito ad un ribasso nelle vendite.

Tuttavia, Tim Cook ha anche voluto rassicurare gli investitori citando l’ottimo andamento delle vendite di Apple Watch ed il buon stato di salute dei computer. Inoltre, molto presto Apple adotterà una serie di iniziative atte a stimolare la vendita dei nuovi modelli di iPhone.

Nonostante queste rassicurazioni, il mercato ha accolto negativamente la notizia. Sebbene Apple sia un’azienda tonica, il taglio delle stime dei guadagni della trimestrale preoccupa in ottica futura. Nella serata di ieri, il titolo Apple era crollato di quasi l’8% in borsa.