In un periodo in cui le notizie per Apple sembrano essere molto buone su ogni fronte, arrivano anche novità non proprio piacevoli per l’azienda di Cupertino. Nelle scorse settimane la società tecnologica fondata da Steve Jobs ha infatti ricevuto da Samsung la conferma di pagamento di oltre 500 milioni di dollari per la violazione di diversi brevetti sul design di iPhone (e non solo), anche se ad Apple questo non sembra bastare visto che ha richiesto un ulteriore rimborso di 180 milioni. Non solo entrate però. perché la Mela ha aperto un contenzioso da diversi mesi con il fisco italiano, che ora sembra essere fortunatamente giunto al termine.

A riportare il tutto è la Repubblica, secondo cui l’ente italiano avrebbe accusato l’azienda tecnologica di evasione fiscale per diversi anni di attività (2008-2013), evasione che avrebbe avuto luogo attraverso le vendite nel nostro paese con fatturazione in Irlanda dove si trova la sede di Apple Sales International e dove la tassazione è più favorevole. Nel periodo preso in considerazione, l’evasione sarebbe secondo quanto calcolato dal fisco italiano di circa 880 milioni di euro. Da marzo 2015 sono stati intavolati i negoziati tra l’azienda e l’autorità italiana – in seguito anche all’emissione di diversi avvisi di garanzia – sino a raggiungere l’accordo sul pagamento da parte di Apple di 318 milioni di euro.

Non proprio spiccioli, ma questo è l’unico modo per rimediare nella maniera più rapida possibile al problema riuscendo anche a limitare i danni, che avrebbero potuto portare al pagamento dell’intera cifra di 880 milioni. Nel frattempo proseguono i procedimenti giudiziari, anche se le posizioni dovrebbero con il raggiungimento di un accordo alleggerirsi nei confronti di Apple. Non ci resta che attendere per saperne di più, soprattutto considerando anche che simili procedimenti sono in corso anche nei confronti di altri colossi internazionali, come Google.