Apple non s’assume responsabilità, quanto alle foto rubate ai VIP come Jennifer Lawrence da iCloud — che hanno scatenato le reazioni degli utenti di Twitter [vedi gallery]. Non esisterebbe, infatti, alcuna falla di sicurezza che metta a rischio il servizio o la funzione Find my iPhone: a Cupertino confermano ciò che avevamo sostenuto, consigliando le stesse misure per prevenire gli attacchi. Ovvero, scegliere delle password più complesse e attivare l’autenticazione in due passaggi. È stata soltanto una leggerezza delle vittime?

Come fattoci notare, Apple non può comunque definirsi estranea alla vicenda: il metodo del brute forcing – sfruttato dagli hacker – procede per tentativi ed errori, nell’ordine delle centinaia di migliaia o milioni a seconda degli strumenti a disposizione dei malintenzionati e dell’obiettivo. Possibile che la Mela non blocchi l’account coinvolto, dopo un congruo numero di password errate? Dovrebbe funzionare più o meno come col PIN delle carte di credito per garantire la sicurezza dell’utente e, invece, così non è affatto stato.

Obiettivamente, le responsabilità andrebbero condivise: l’uso di password troppo deboli e la mancata attivazione della two-step verification sono una parte importante del problema che spaventa gli Italiani. L’altra è un’inefficienza del servizio, a prescindere dall’esistenza o meno di falle nel codice, che Apple dovrebbe risolvere subito — anche a rischio di rendere più difficile l’accesso a iCloud. Un account bloccato può essere comunque recuperato dal legittimo proprietario, ma se è stato violato potrebbe essere troppo tardi.

Photo Credit: Kārlis Dambrāns via Photopin (CC)