Swatch è pronta a tutelare il marchio iSwatch, qualora Apple dovesse davvero produrre un iWatch — che potrebbe essere presentato alla WWDC 2014 di San Francisco: è quanto ha dichiarato Serena Chiesura, responsabile della comunicazione del gruppo, in un comunicato apparso sulla testata online svizzero-tedesca watson. Swatch valuta «il rischio di confusione» fra i brand, forte della vittoria contro la registrazione della stessa dicitura dalla newyorkese MZB. iSwatch è riconosciuto in oltre ottanta paesi (inclusi gli Stati Uniti).

Non stupisce che Swatch voglia tutelare il proprio marchio, ma alla base delle dichiarazioni del gruppo potrebbe esserci anche un motivo diverso dalla possibilità – piuttosto remota, per quanto mi riguarda – che i consumatori confondano i due prodotti. Fra i partner che, secondo le indiscrezioni, potrebbero supportare Apple nella distribuzione di iWatch c’è Nike: un’azienda che compete con Swatch sugli orologi pensati per lo sport. Oltre a FuelBand SE, infatti, Nike+ propone SportWatch GPS che pure è supportato dalle app di iOS.

Se Apple coinvolgesse Nike nella produzione di iWatch, Swatch potrebbe avere dei seri problemi con iSwatch: l’ultimo orologio associato al marchio è dell’estate del 2013 e non ha nulla a che vedere con lo sport, né con gli smartphone, ma cadrebbe immediatamente nell’oblio. L’arrivo sul mercato degli smartwatch – inclusi quelli che saranno prodotti per Android Wear – è un rischio troppo alto per l’impresa svizzera e giocare d’anticipo potrebbe rivelarsi producente. Piuttosto, mi chiedo perché Swatch non entri subito nel settore.

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