Tutti i dispositivi Apple sarebbero immuni dal problema Vault 7. Come ben noto, WikiLeaks ha condiviso pubblicamente documenti da cui emergono i software utilizzati dalla CIA per violare i dispositivi della mela morsicata. Al riguardo, Apple è intervenuta prontamente sull’argomento evidenziando come le falle di sicurezza utilizzate da questi software siano obsolete, cioè molto vecchie e tutte già risolte.

Alcune di queste vulnerabilità risalgono, addirittura, all’epoca dell’iPhone 3G e dell’iPhone 3GS. Dunque, tutti i più recenti iPhone ed anche i più recenti computer Mac dotati delle ultime declinazioni del sistema operativo sarebbero immuni dai software della CIA. I clienti di Cupertino, dunque, possono dormire sonni tranquilli perché i loro dispositivi sono sarebbero, tutti al riparo dalle attività di spionaggio del servizio segreto americano.

I rischi, dunque, per gli utenti sono quasi nulli a meno che non utilizzino ancora dispositivi vecchi di oltre 5-6 anni e magari mai aggiornati. In ogni caso, tali vulnerabilità sarebbero sfruttabili solamente se l’agente della CIA prendesse fisicamente possesso del terminale da violare. Da remoto, infatti, non si poteva applicare nessun controllo.

Si chiude, così, almeno per il momento, un problema che aveva fatto tremare molti utenti della mela morsicata. Tuttavia sembra impossibile che la CIA disponga di tecniche così obsolete e non al passo con i tempi.