Nel libro dell’Apocalisse (20:1-6) è chiaramente scritto, parola più parola meno: “Il lupo abiterà con l’agnello, e il leopardo si sdraierà accanto al capretto; il vitello, il leoncello e il bestiame ingrassato staranno assieme ed Apple ed IBM si stringeranno la mano“.
Probabilmente la notizia della mega-alleanza tra Cupertino e Big Blue è passata ai più inosservata, ma ha una valenza davvero apocalittica: il compianto fondatore della Mela Morsicata avrebbe più volentieri addentato un cactus piuttosto che avvicinarsi all’IBM, che considerava come il male assoluto, il Grande Fratello a cui ribellarsi (tutti concetti espressi magistralmente da Riddley Scott nel celebre spot Macintosh dell’84).
Cogliamo quindi questo evento straordinario ed improbabile con la grandiosità che gli spetta, paragonandolo appunto all’apertura di uno dei Sigilli del libro dell’Apocalisse. Quanti sono già stati aperti e quali devono ancora schiudersi prima di cambiare per sempre il mondo informatico di Apple? Vediamolo assieme.

Primo Sigillo: Apertura dell’App Store per iOS. Apple – nella persona di Steve Jobs – inizialmente non voleva permettere l’installazione sul suo melafonino di applicazioni di terze parti: “bastano ed avanzano le webapp“, soleva dire. Il cambio di direzione è avvenuto nel 2008 e non si può negare che sia stato proprio questo una delle chiavi del successo di iPhone.

Secondo Sigillo: Tastiere di terze parti ed estensioni in iOs 8. Novità annunciate durante il WWDC 2014 per la prossima major release del sistema operativo per iPhone e iPad che verrà rilasciato ad ottobre. iOs si appresta così a diventare ancora più aperto (e somigliante in funzionalità ad Android, secondo le malelingue)

Terzo Sigillo: Apple si allea con IBM. Siamo nel presente, questo sigillo è appena stato spezzato e ci risuonano ancora nelle orecchie le note della tromba dell’Angelo dell’Apocalisse (assomiglia al suono di avvio del Mac, notate?). Alleanza importante per affermare iPad ed iPhone – con una suite di servizi targati IBM ed integrati nel Cloud – come dispositivo non solo per lo svago, ma di produttività in azienda. E per dare il colpo di grazia a Blackberry, futura ex leader nel settore.

Quarto Sigillo: iPhone 6 con schermo da almeno 4,7 pollici. E’ un rumors che circola da tempo, ma che sembra ormai alquanto probabile: il prossimo melafonino avrà il display maggiorato che tanti utenti hanno sempre bramato. Se così avverrà, sarà un’altra volta storica: vorrà dire che l’azienda di Cupertino si sarà finalmente messa ad ascoltare i suoi clienti. La filosofia di Steve Jobs era sempre stata “Gli utenti non capiscono nulla, devo essere io a decidere quello che vogliono”, molto simile tra le altre cose a quella del Grande Fratello che voleva combattere.

Quinto Sigillo: Rimozione della censura nell’App Store. Apple ha una politica molto rigida nel confronto di certe categorie di applicazioni: impossibile – ad esempio – trovare un emulatore di Super Nintendo nel suo market. Oppure software che possano veicolare contenuti “piccanti”. Speriamo in futuro di sentire suonare anche questa tromba, non tanto per soddisfare la nostra voglia di pornografia, ma per una questione di libertà: compro un prodotto, vorrei usarlo come dico io, non come dici tu.

Sesto Sigillo: Più social. Probabilmente Apple è l’unica azienda informatica al mondo a non avere un profilo Twitter, Facebook e blog ufficiale con cui dialogare con i suoi utenti. Le notizie ufficiali sono sporadiche e di solito le informazioni sul mondo della mela passano esclusivamente attraverso i blog dei fanboy od i siti d’informatica specializzati. Apple, per questioni di segretezza, è chiusa a riccio su se stessa per quello che riguarda le public relations. Bisogna dire che recentemente ci sono stati dei timidi approcci in questo senso con l’apertura di un blog sullo sviluppo di Swift, un componente importante di iOs 8: speriamo sia un preludio allo squillo della sesta tromba.

Settimo Sigillo: Abbassare i prezzi dei cellulari. Il Mac Mini, che salvo la tastiera ed il monitor è un vero e proprio computer, parte da 623 euro; un iPhone ne costa 732. Decisamente troppo per un cellulare che tra le altre cose, a differenza dei top di gamma Android, non cala di prezzo nei mesi successivi al lancio. Ma sperare in un ribasso dei prezzi – credetemi – è pura utopia: sarebbe davvero l’apertura del settimo sigillo, segnale inequivocabile della fine del mondo.

Cordialità,
Il Triste Mietitore

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