Apple ha annunciato l’acquisizione di Beats Music e Beats Electronics, rispettivamente per $2.6 miliardi e $400 milioni di dollari: Tim Cook accoglie Jimmy Iovine – responsabile della realizzazione delle cuffie – e Dr. Dre, che ha lanciato l’azienda. Beats servirà per ampliare l’offerta gratuita di iTunes Radio e fornire un servizio di streaming musicale d’alto livello, già rappresentato da Beats Music. Sembra proprio un espediente per evitare di proporre la musica in abbonamento su iTunes, che Steve Jobs non avrebbe approvato.

Infatti, nel comunicato ufficiale la parola streaming non è affatto associata a iTunes: Apple è tornata protagonista con iPod – un lettore musicale – ma non intende introdurre un servizio in abbonamento come Spotify [vedi gallery] su iPhone. Beats, che sarà acquisita per un totale di tre miliardi entro l’ultimo trimestre dell’anno, ha già una propria piattaforma che funziona coi dispositivi prodotti da Cupertino e diventerà il punto di riferimento degli utenti. Un investimento che accontenta un po’ tutti, senza esaltare nessuno.

Perché Apple è tanto restia a offrire la musica in abbonamento su iTunes? Suppongo che Jobs abbia davvero imposto una serie di linee-guida cui attenersi dopo la sua scomparsa, perché questo atteggiamento non sembra giustificabile: Spotify continua la propria scalata al successo e la concorrenza – da Google a Microsoft – è pressante. Se Cupertino ha rivoluzionato l’acquisto degli MP3 con iPod, perché non aprirsi allo streaming? L’ha appena fatto, ma delegandolo a Beats che manterrà il proprio marchio e la propria infrastruttura.

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