E due. A pochi mesi dalla prima bocciatura di uno dei brevetti la cui violazione era constata a Samsung la condanna a un maxi risarcimento nei confronto di Apple, ecco il secondo verdetto (non definitivo) sulla validità dei brevetti di Apple. Il New York Times ha riportato la notizia qualche ora fa: lo United States Patent and Trademark Office ha affermato che il pinch-to-zoom non avrebbe dovuto essere brevettato. Ora Apple farà ricorso, ma tutto questo apre un nuovo scenario.

Innanzitutto per quanto riguarda l’(eterna) disputa fra Cupertino e i coreani. Samsung aveva già esultato a ottobre quando l’organismo statunitense si era pronunciato alla stessa maniera sul bounce ovvero le pagine che rimbalzano quando arrivi in fondo. La novità della bocciatura del pinch-to-zoom, come volgarmente viene chiamata la tecnologia che per altro permette a Apple di distinguere fra scroll e gesture, insieme al caso del bounce è alla base della richiesta da parte di Samsung di un nuovo processo, avanzata alla corte di San Josè (California) e da dove il Times ha preso l’informazione.

Il secondo scenario che si apre è una nuova battaglia sul fronte più ampio dei brevetti. Già Google e Facebook avevano chiesto che i brevetti su idee astratte venissero respinti. Fra le aziende del settore tecnologico si va infatti diffondendo la presa di coscienza che alcune “invenzioni” siano troppo semplici o popolari per essere brevettabili. Con Facebook e Google ci sono anche aziende come Dell e Zynga. Nei giorni scorsi invece Apple era stata trovata colpevole di aver violato brevetti di Sony e Nokia. Insomma, ci sono troppi brevetti per cose che sarebbe meglio non brevettare per evitare di passare troppo tempo in tribunale.

Tutto questo succede mentre Apple ha chiuso un accordo con HTC per risolvere la propria disputa sulle presunte violazioni di brevetti. Accordo che Samsung ha chiesto e ottenuto di poter vedere all’interno della vicenda processuale che la vede opposta ad Apple. Se con HTC fanno un accordo, perché a noi chiedono un risarcimento da un miliardo di dollari? E già, bella domanda. Forse perché il Galaxy S (I-II-III) è considerato urbi et orbi l’antagonista dell’iPhone? O forse perché nelle sue prime versione era evidentemente troppo simile a questo?