Due notizie provenienti dagli Stati Uniti ci fanno parlare nuovamente del tema dei brevetti. L’Università di Boston ha infatti fatto causa a Apple per aver violato un brevetto di un proprio professore relativo all’uso di azoto per preparare un particolare tipo di pellicola che Cupertino avrebbe utilizzato all’interno di iPhone e Mac, come riportato da GigaOM. Il brevetto risale al 1995 e scadrà nel 2015: la BU si è svegliata appena in tempo. Ovviamente chiede di impedire a Apple la vendita di questi dispositivi e pretende una quota dei ricavi ottenuti finora.

L’altra notizia è la morte dell’inventore del mouse, riportata da tutti i giornali. Sempre Apple ci torna in mente, perché per molti il mouse l’hanno inventato Steve Jobs e soci, ma non è così. Era la fine degli anni Settanta e un giovanissimo Jobs prima di concedere una quota di Apple alla Xerox pretese di far visita a quei laboratori inaccessibili in cui, allora, si inventava il futuro. Là Jobs vide uno dei primi esemplari di quella scatoletta di legno con sopra un bottone e sotto le rotelle progettata da Douglas Engelbart, passato a miglior vita due giorni fa. Il buon Steve decise di copiarlo e il mouse entrò pienamente nella storia dei computer.

Il tema di brevetti nel mondo dell’innovazione sta diventando cruciale. Alcune aziende come Google o Facebook si sono già mosse in proposito chiedendo di vietare i brevetti su idee astratte, ma siamo lungi da ciò. In questo scenario la querelle fra Apple e Samsung su chi ha diritto di usare il multi-touch sembra poter durare all’infinito. Badate, la faccenda è più sottile e complessa: si discute se Samsung utilizzi lo stesso metodo brevettato da Apple per consentire un’esperienza che, sulla carta, può essere resa anche attraverso metodi diversi.

Il campo dell’innovazione tecnologia è oramai vittima dei brevetti, con le aziende che si contendono la supremazia nel proprio settore sulla base di questi e piccole realtà che collezionano brevetti solo per far causa alle grandi. Insomma, dobbiamo farci il callo: questa storia del brevetti rischia di diventare sempre più importante in uno scenario in cui i dispositivi che ogni anno arrivano sul mercato sono sempre più uguali uno all’altro.