Apple potrebbe dimezzare il prezzo degli abbonamenti di Beats Music, che scenderebbe ad appena $5 al mese: una notizia importante – nell’era dello streaming musicale a pagamento – che sarebbe giustificata dagli attuali ricavi su iTunes. La musica scaricata dal negozio virtuale di Cupertino in MP3, infatti, genera ricavi da $60 all’anno per utente… la stessa cifra che la Mela vorrebbe attribuire all’abbonamento mensile al servizio creato da Dr. Dre e Jimmy Iovine. L’unico vero ostacolo è costituito dalle etichette discografiche.

Come garantire le stesse royalty? Spotify Family – che prende ispirazione dallo stesso piano di Rdio – ha già dimezzato il prezzo degli abbonamenti, incentivando la sottoscrizione d’intere famiglie. Ridurre i costi del 50% su Beats Music basterà a pagare le major? Aumenterà il bacino d’utenza del servizio, che attualmente è attorno ai 250.000 iscritti paganti (il doppio, se consideriamo chi ha attivato la prova gratuita) contro gli 800 milioni di iTunes? La strategia di Cupertino potrebbe stravolgere un mercato immobile sui $10.

Tutti, da Play Music a Deezer, propongono grossomodo la stessa formula per gli abbonamenti: la differenza fra Spotify e Beats Music – in questa fase – è soprattutto nelle abitudini degli utenti. Le partnership strette dalle varie aziende che propongono un servizio di musica in streaming rendono più appetibile questo o quell’abbonamento a seconda dei dispositivi in possesso dei consumatori. Apple, dalla sua, ha le vendite record di iPhone 6 e iPhone 6 Plus e acquisito le cuffie di Beats. Dimezzare i prezzi la renderà invincibile?

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