Apple AirPods: prezzo

I nuovissimi auricolari AirPods di Apple, usciti poco prima di Natale al prezzo di € 179, mi hanno fatto compagnia durante le vacanze seguendomi ovunque, dalle telefonate in autostrada alle passeggiate fra le vetrine, dalla palestra mentre mi liberavo dai sensi di colpa, alle ore d’ozio sul divano dove, lo ammetto, ho anche dormito con gli auricolari ancora indosso!

A differenza di quel che potreste pensare, mi sono caduti solo tre volte. O meglio, solo l’auricolare sinistro, segno che il mio orecchio sinistro si adatta meno alla forma studiata da Apple. Li ho trovati comunque comodi, ma la comodità delle capsule è oggettiva (Apple ha studiato migliaia di tipologie di orecchio per trovare la forma che meglio si adattasse al maggior numero possibile di persone).

Forse non sono il massimo esteticamente. Una volta messi alle orecchie, infatti, hanno due antenne bianche sporgenti rivolte verso il basso, ben visibili e del tutto uguali agli abituali passafilo. Un po’ strani.

Apple AirPods: caratteristiche

Simili nella forma e nelle caratteristiche audio alle più comuni cuffie EarPods con presa Lightning, gli AirPods hanno ovviamente la peculiarità di essere interamente wireless perché si collegano all’iPhone tramite Bluetooth.

Proprio in quelle due piccole bacchette che sporgono dalle orecchie sta buona parte della tecnologia sviluppata da Apple per i suoi auricolari, che rispetto a molti modelli concorrenti adotta numerose soluzioni atte a garantire efficacia e facilità d’uso senza eguali.

Entrambi sono infatti dotati, oltre che di speaker e microfono, di un giroscopio e di sensori a infrarossi e di prossimità e, quel che più conta, di un chip di proprietà di Apple, denominato W1, che ha il compito di gestire sia tutte le informazioni provenienti dai sensori sia di mantenere in sincrono il suono prodotto da ambo di auricolari.

Apple AirPods

Apple AirPods: utilizzo

Tutto questo si traduce in un utilizzo davvero molto gradevole, che comincia fin dalla prima accensione. Aperto l’astuccio che li contiene – che è anche un caricatore che aggiunge 24 di autonomia alle 5 ore degli AirPods – una luce bianca pulsante indica che gli auricolari sono già pronti per l’uso. Mi è bastato avvicinare l’iPhone con Bluetooth attivo perché il collegamento avvenisse in un lampo!

Non serve fare nulla di più e da quel momento in poi gli AirPods sono stati sempre pronti all’uso ogni volta che li ho estratti dall’astuccio, senza che dovessi compiere altre azioni.

Il bello è che se possedete, come me, un account iCloud al quale sono collegati altri device (iPad, Mac, Apple Watch e Apple TV) con sistema operativo aggiornato all’ultima versione, gli auricolari wireless di Apple saranno da subito pronti per essere usati anche con essi senza nemmeno doverli abbinare.

Quando sono indossati, riproducono un bel suono ricco e pulito, coprendo un po’ del rumore esterno. La prima volta che li ho usati ho pensato che sarebbe stato fantastico se, togliendone uno, l’audio fosse andato in pausa. E, manco a dirlo, quando ne ho tolto uno, è andata proprio così! Poi, una volta rimesso nell’orecchio, la musica è ricominciata. Perfetto.

Ora so cosa vi state domandando. Ebbene sì, è possibile usarli anche in due per ascoltare insieme la stessa canzone, nel qual caso l’audio cambia da solo passando da stereo a mono proprio grazie ai sensori di cui parlavo prima. Inoltre, se lo preferite, o se la situazione lo richiede, potete usare anche un solo auricolare alla volta.

La qualità audio si conferma anche durante le telefonate. Ho sempre sentito la voce dei miei amici senza difetti né ritardi e anche loro mi hanno detto di potermi sentire benissimo, merito anche di una discreta riduzione del rumore di fondo.

Come se non bastasse, ho poi scoperto in rete che gli AirPods celavano ancora un trucco! Facendo due tap su uno qualsiasi dei due auricolari, si attiva Siri oppure, se il telefona squilla, si risponde alla chiamata.

Apple crede davvero molto nel suo assistente vocale, è evidente, perché di fatto lo ha scelto come mezzo con cui gestire i più comuni controlli della riproduzione musicale. L’unica alternativa meno pratica – a meno che non possediate un Apple Watch – è sfilare il telefono dalla tasca ogni volta che volete saltare un brano o modificare il volume.

Devo però ammettere di essermi sentito un po’ in imbarazzo, in palestra, mentre dicevo: “Siri, suona l’ultimo album degli U2”, “Siri, metti in pausa”, “Siri, abbassa il volume”. Per chi non vuol dare troppo nell’occhio l’ideale sarebbe avere in alternativa una serie di comandi a tap per ogni tipo di operazione.

Apple AirPods: sì o no?

Mi piace la praticità degli AirPods, rispecchiata anche dall’astuccio super tascabile che, dato che c’è, ricarica pure le due capsule. E mi piace il fatto che possa essere usato con tanti prodotti diversi, Android inclusi.

Quel che non mi piace è che non sono waterproof e che anche i miei amici le hanno abbinate ai loro telefono senza problemi. Mettete il caso che li perdiate: insomma, non c’è modo di impedire a chi li trovi di usarli, il che non è il massimo per la sicurezza.

Quindi comprerei gli AirPods? Se fossi un amante della purezza acustica, no. Ci sono molte altre cuffie Bluetooth che offrono una qualità audio più cristallina. Ma è anche vero che quelli di Apple non sono auricolari pensati principalmente per tale scopo e, non a caso, costano mediamente 100 euro in meno di quei prodotti.

Il loro prezzo, per di più, è abbastanza vicino a quello di prodotti simili, però gli AirPods offrono un’esperienza d’uso più semplice e immediata e prestazioni mediamente buone per ogni tipo d’utilizzo. Quindi per ascoltare un po’ di musica in metro o in palestra e telefonare senza mai avere l’ingombro dei fili, penso proprio che li acquisterei.