Ashlee Vance di Bloomberg dichiara che Microsoft arrivi a pagare $100,000 affinché gli sviluppatori portino le proprie applicazioni su Windows Phone 8: la tesi sarebbe stata confermata da fonti attendibili. Mi domando quale sia lo “scandalo” e, nel caso, se non riguardi gli altri sistemi operativi. Le app sono determinanti nel decretare il successo delle piattaforme e, come ho già sostenuto, è ridicolo che i programmatori debbano sostenere dei costi per accedere ai market. Equivarrebbe a farsi pagare dal medico per la diagnosi.

Microsoft è costretta a incentivare gli sviluppatori, perché le altre aziende preferiscono boicottare la piattaforma: Google non ha proprio intenzione di pubblicare delle app su Windows Phone 8 e alcune fra le applicazioni più popolari – come Instagram o Vine – non sono disponibili. Perché finanziare i programmatori dovrebbe essere disdicevole? È un meccanismo perverso, quello attuale, e giustifica quanti sostengono che chiunque possa sviluppare gratis un sito o un’applicazione. Dovrei pagare, per lavorare? No, non lo condivido.

Prendiamo, ad esempio, quant’è avvenuto con YouTube: Microsoft ha creato da sé una app concorrenziale per Windows Phone 8, ma non ha rispettato i termini del servizio. Google è dovuta intervenire, collaborando alla riscrittura. Non sarebbe stato preferibile distribuire subito un’applicazione ufficiale? Già, ma molti sembrano disdegnare l’ecosistema e pagare gli sviluppatori non è affatto una strategia immorale. Tutt’altro, considerando che io auspicherei diventasse una prassi comune per qualunque sistema operativo proprietario.