Ieri mattina l’ex CTO di Facebook Bret Taylor ha presentato il primo prodotto della sua nuova startup: Quip. Si tratta di un word processor a metà strada fra il classico Word e Google Docs. L’ho provato prima su iPhone e poi on line (la versione per Android è al momento in beta). C’era bisogno di uno strumento del genere? Forse sì, forse no. Il primo impatto è stato comunque piacevole: la grafica e la struttura di editing sono molto simili a quella di Medium, una pagina bianca con pochi strumenti di formattazione.

Quip esce in un momento in cui Office per iOS è disponibile solo per chi ha sottoscritto Office 365, la nuova suite di Microsoft per l’ufficio rilasciata esclusivamente in abbonamento. Quip è invece gratuito per l’utente singolo, ma a pagamento per le aziende a 12 dollari al mese. È molto semplice da usare sia su iPhone / iPad (dove funziona anche offline) che nella versione web.

Con Quip è facile realizzare un documento di testo semplice e anche di un certo livello di complessità, inserendo tabelle o immagini così come liste ordinate e numerate. L’editing dei testi è minimale: tre tipi di font e grandezza per il titolo, uno per il paragrafo, i link si creano in automatico, grassetto, corsivo e sottolineato funzionano con gli shortcut da tastiera (menu contestuale su iOS).

Ogni editing che viene fatto a un documento è considerato come un messaggio che viene scambiato fra gli utenti con cui il documento è stato condiviso. È anche possibile inviare un messaggio ai vostri contatti: in Quip infatti vieni automaticamente connesso con i tuoi contatti (della email con cui ti sei registrato) che stanno utilizzando il software. Inoltre puoi creare una lista di cose da fare da assegnare a un contatto (con la @ puoi infatti linkare foto e documenti così come citare un contatto) e spuntarle una volta realizzate. Un ottimo strumento per realizzare un progetto.

Non ho ancora cancellato Quip dal mio iPhone. Probabile che lo faccia presto, ho pensato inizialmente, ma invece mi sa che lo proverò a usare per un progetto a cui sto lavorando, perché è vero che rispetto a Google Docs mancano funzioni importanti come il conteggio dei caratteri e l’export in formati differenti da PDF, ma l’esperienza utente è decisamente migliore.

Inoltre mi piace molto la filosofia della startup, il cui obiettivo è creare la suite per ufficio per l’epoca del mobile. Il come farlo anche è interessante: per prima cosa deve essere gradevole da usare e, fatemelo dire, Quip lo è. E che questo sia il mercato del futuro, lo dimostra anche la creazione da parte di Apple di iWork per iCloud. Ecco, diciamo che se avesse l’app per desktop e la possibilità di scrivere in Markdown potrei utilizzare regolarmente questa suite.