Il giornalismo cartaceo è morto.

E’ un ritornello che sentiamo dire da parecchio, troppo tempo ma oltre ad una crisi ormai strutturale, non c’è altro. Anzi dal web o meglio dal mondo della tecnologia, potrebbe arrivare un’ancora di salvataggio. 

La tecnologia può ferire la carta ma non ammazzarla. Sicuramente gli e-reader hanno messo in crisi il mondo dell’editoria grazie al boom degli ebook che fanno risparmiare cellulosa ma anche soldi.

Adesso in crisi ci sono i giornali. Nelle redazioni è in atto una pausa di riflessione per capire se è meglio divulgare tutte le notizie anche online e chiudere definitivamente con l’editoria tradizionale o se è meglio diversificare l’offerta, senza però approdare al gossip o alle intercettazioni.

Secondo delle statistiche fatte in America, si evince che le riviste, per ogni dollaro guadagnato con un contenuto pubblicato online, perdono 10 dollari nell’edizione cartacea. In più un contenuto, una notizia, che non sia disponibile su un certo sito d’informazione, è sicuramente accessibile da un altro indirizzo.

Considerato questo e considerato anche che le applicazioni mobili hanno condizionato pesantemente il modo di fruire gratuitamente alcuni contenuti, alcuni esperti suggeriscono agli editori di investire proprio nelle app.

Più che dedicarsi alla produzione di contenuti di qualità che in fin dei conti attirano gli utenti già affezionati, è ora di cambiare modello: diventare più divertenti, più smart, offrendo a chi paga, un surplus che giustifichi l’esborso di denaro.