Dopo le indiscrezioni degli scorsi giorni, alla fine l’app di Medium per iPhone è arrivata. Non si possono però ancora scrivere post dallo smartphone, anche se è possibile farlo via Safari con un trucco che ho rivelato in un post sul network. Né probabilmente si potrà fare.

L’app è compatibile con iPad, ma è stata pensata per iPhone e si vede. Per altro, è davvero semplice: consente solo di leggere e raccomandare storie. Cosa che per altro si poteva fare anche dal sito mobile di Medium, ottimizzato per questa cosa fin dall’inizio. Per usare l’app occorre loggarsi con il proprio account Twitter. Una volta iscritti l’app ci presenta una serie di storie da leggere sulla base di quelle più popolari, delle collezioni che seguiamo e dei nostri contatti su Twitter. Simile alla reading list sul sito. Manca però la possibilità di compiere ricerche nelle collezioni e aggiungerne di nuove.

Il pacchetto di storie che l’app ci presenta è calibrato per darci un’idea del tutto, dei nostri interessi e di quello che scrivono gli amici. Assomiglia per certi versi alla sezione di copertina di Flipboard. Se poi fra le storie che ci vengono segnalate ce n’è una raccomandata da un nostro amico, ecco lì la sua faccina per garantirci che quel post vale la pena essere letto.

Su quest’app non si potrà mai scrivere. Come spiega Ev Williams, co-founder di Medium, l’app è stata creata per consentire ai lettori/utenti del social di avere di leggere più in maniera più bella, intuitiva e veloce i contenuti del sito. Non che la versione web fosse poi così male, ma, lo sostengo da tempo, la presenza di un’app sul telefono degli utenti è una forma di collegamento ben più forte.

Nella versione app di Medium i dettagli sono inoltre più rifiniti e le immagini hanno più spazio. Basta un tap per raccomandare una storia e condividerla su Facebook o Twitter. Con uno swipe si passa alla storia successiva. Niente di più, niente di meno: non c’è un sistema di ricerca, non c’è modo di vedere un sommario e anche se è possibile segnarsi come da leggere le storie che non abbiamo il tempo di consumare sul momento (ognuna infatti ha indicato il tempo di lettura e di quanto rimane da leggere) non esiste un luogo dove le possiamo andare a recuperare. Suppongo che queste rimarranno nel nostro “magazine” per le successive letture, ma è una mia supposizione. Come quella che nuove storie arriveranno quotidianamente.

Di sicuro vale la pena avere quest’app, specie se non siete accaniti lettori di Medium. Merita.