La Arnold School of Public Health della University of South Carolina ha pubblicato un’analisi secondo la quale utilizzare Twitter come un supporto psicologico aiuterebbe nel tentativo di perdere peso. Le statistiche sembrano incoraggianti, ma rischiano di trasmettere un messaggio sbagliato: gli individui coinvolti nella ricerca non sono affatto dimagriti grazie ai social network e, soprattutto, sono stati seguiti da medici specializzati. Twitter ha sostituito la periodica terapia di gruppo che avrebbe organizzato uno psicologo.

L’argomento è molto delicato e su Twitter, Facebook o via e-mail lo SPAM che promette un rapido dimagrimento senza fatica è frequente. Motivo in più per diffidare di simili dichiarazioni: l’atteggiamento dei ricercatori è professionale, però divulga delle statistiche secondo me aberranti. L’articolo arriva a stimare in 0.5% il peso perso ogni 10 tweet. È un’affermazione che andrebbe inserita nell’ampio contesto dello studio, però i giornali l’hanno già ripresa con titoli sensazionalistici e la considero una cattiva informazione.

Qualcuno potrebbe pensare che una dieta fai-da-te, unita all’utilizzo dei social network, garantisca il successo. Magari, ritrovandosi a perdere di vista l’obiettivo o nella peggiore delle ipotesi compromettere la propria salute: le patologie legate ai disturbi della condotta alimentare sono molto diffuse e cercare di dimagrire senza un supporto medico è l’errore più grave. Ne parlo con cognizione di causa, soffrendone da quasi quattordici anni. Quando è necessario, il supporto psicologico dev’essere guidato da uno specialista.

Sono il primo a sostenere l’importanza della tecnologia nel migliorare la qualità della vita e, infatti, che lo psicologo affianchi un paziente su Twitter, Skype o di persona è indifferente. Il problema subentra pensando che lo specialista non serva, perché tanto esistono i contatti sui social network. La teoria del supporto psicologico condiviso su Twitter non è certo limitata al dimagrimento: trovate delle applicazioni che promettono d’aiutarvi a smettere di fumare o bere, ma perdere peso se possibile è ancora più complicato.

Le vacanze natalizie sono appena terminate e, in questo periodo, l’argomento delle diete è particolarmente attuale. Prendete d’esempio Silvio Gulizia e adottate un downshifting digitale: lasciate perdere Twitter, piuttosto prenotate una visita medica. Non è detto che abbiate davvero bisogno di perdere peso. Se così fosse, però, non saranno internet e i social network ad aiutarvi a dimagrire in salute. Non lo è stato neppure per i 96 individui sui quali è stata effettuata la ricerca, a dispetto del “sensazionalismo” della stampa.

Seguiti dagli specialisti, potete pensare comunque d’associare la passione per il web a questo proposito. Gianpiero Riva ha parlato di Cruise Control su iOS che modula il ritmo della musica alla frequenza cardiaca. Applicazioni del genere sono diffuse, attendibili e utili nell’intento di dimagrire o migliorare la prestanza fisica: non sono e non saranno mai sostitutive del medico, né dello psicologo. Perdere lo 0.5% del peso corporeo ogni 10 tweet è un’idiozia che andrebbe quasi censurata, per quanto sia contrario alla censura.

Photo Credit: Alan Cleaver via Photo Pin (CC)