Il problema delle app è questo: fino a quando non le hai provate non sai se sono valide o no. Spesso poi a poco serve il rating dei vari marketplace perché è facile da falsare con qualche amico compiacente. Il fatto di scegliere un’app di qualità inoltre ha ancora più valore quando i destinatari sono i nostri bambini.

Ma partecipando al Social Family Day di quest’anno ho conosciuto Roberta Franceschetti cofondatrice di Mamamò un sito specializzato nella recensione di app per bambini. Per ogni app viene indicata la fascia d’età più adeguata a cui è destinata, il device per il quale è disponibile, il link alla app e viene riportata una descrizione dettagliata dell’app con tanto di prova su strada. Ogni app poi viene catalogata con speciali icone che fanno subito capire se si tratti di app istruttive, giochi, libri… o se facciano parte di più categorie contemporaneamente. Tra queste ho apprezzato molto quella nominata Bisognispeciali, delicatissimo nome per indicare quelle app pensate per i bimbi geek diversamente abili.

Mi piace definire Roberta come una ricercatrice di app. E mi è piaciuto molto anche come ha saputo spiegare quali sono le qualità intrinseche di app e device a cui sono esposti quotidianamente i nostri nativi digitali.

Perché i tablet sono stati la vera rivoluzione per la nascita dei nativi digitali (di massa) mentre il PC non lo è stato?

Prima di tutto la batteria. Il tablet è senza fili e cosa molto importante non si addormenta mai profondamente… sonnecchia, basta un cenno e si risveglia in un attimo. I bambini hanno pochissima pazienza e non accettano di buon grado il fatto di dover aspettare dei minuti affinché il PC diventi utilizzabile.

Poi il display. Grande e soprattutto touch. Toccare un oggetto virtuale sul display e spostarlo con il dito, si avvicina molto di più alla realtà di quanto non avvenga facendolo tramite l’interazione attraverso un appendice del nostro dito come potrebbe essere il mouse.

Infine le app. Nelle app succede sempre qualche cosa. Come per il gioco a molla. Quest’ultimo è indicato dai pedagoghi come un passaggio fondamentale per la crescita mentale del bambino. L’effetto sorpresa del gioco a molla stimola la curiosità del bambino che provando e riprovando apprende anche un altro concetto: esiste una sistematicità nel meccanismo di azione-reazione.

Roberta poi ha raccontato quali sono i falsi miti che spesso fanno cadere in inganno i genitori che commentano sul suo blog:

- Il digitale fa perdere esperienze sensoriali. Falso.

- Il digitale fa perdere i ritmi lenti. Falso.

- Il digitale fa perdere il contatto con i genitori. Falso.

- I genitori fanno interagire i bambini con i tablet solo quando vogliono ternerli buoni, tipo nell’attesa della pizza al ristorante o quando in casa sono impegnati nelle faccende domestiche. Vero.

Non è il digitale che fa male. Sono i genitori poco informati che lo usano male.

Interagisci con i tuoi bambini mentre giocano con le app… o meglio ancora, giocaci assieme. Eviterai così di restare tagliato fuori da quello che, ormai bisogna farsene una ragione, è il loro mondo. Il processo è irreversibile.

E intanto ti sfido a provare una cosa: porta i tuoi figli con gli amici al parco in una bella giornata di sole e portaci anche l’iPad… vedrai che lo ignoreranno completamente.

Photo credit: Toca Boca via photopin cc