Gli sviluppatori di Mail Pilot hanno rilasciato da poco la public preview della loro app per Mac. Se non siete soddisfatti dell’app nativa di Mavericks e non vi convince l’uso di Gmail tramite Mailplane, vi consiglio di provarla ora fino a che è gratuita. Dopo infatti l’app costerà e suppongo parecchio, visto che la relativa versione per iOS è in vendita a 13,99 dollari.

Ho già scritto tempo fa che non ero convinto che ne valesse la pena. Con l’aggiornamento a iOS 7 Mail Pilot ha fatto un notevole passo avanti e vale quindi la pena prenderla in considerazione. Se usate Mailbox vi troverete di fronte a qualcosa di molto simile, ma un filo più complicato. Mail Pilot prevede tre distinzioni basilari fra le vostre mail:

  • da leggere;
  • fatta, ossia letta, affrontato il task a lei connesso ed elaborato, quindi archiviabile;
  • da rimandare, mettendola da parte, inserendola in una lista (condivisibile fra più account) o assegnandole un orario in cui deve tornare in cima alla nostra lista di mail.

Praticamente, è Mailbox portata agli estremi. La versione per Mac dell’app, che ho potuto provare durante il programma di beta testing, mi ha impressionato maggiormente dell’app per mobile, pure come dicevo molto migliorata.

La grafica, asciutta e pulita, richiama un po’ quella di Mail, a parte i toni rossi caratteristici di Mail Pilot. La barra con tutti i dettagli degli account è nascosta di default, ma può essere richiamata (resources). In cima abbiamo a disposizione uno switcher per muoverci dall’inbox alle liste o passare al contenitore delle cose messe da parte. Utile risulta avere a disposizione anche un contenitore di cose da fare oggi. In Mailbox questo concetto è demandato a una lista specifica. Ho spiegato già come sfruttare Gmail per raggiungere l’inbox zero e devo ammettere che questa è un’ottima cosa, anche se nei momenti di fatica c’è il rischio di accumulare mail nell’inbox e dimenticare quelle messe da parte. Motivo per cui sono finito di nuovo a tenere nell’inbox le mail da gestire.

Gli svantaggi di usare Mail Pilot sono due, di cui uno ampiamente superabile. Il primo è che l’app crea delle etichette proprie e quindi se non la usi su desktop e mobile in contemporanea ti ritrovi spiazzato. Mailbox fa lo stesso, ma raccoglie le proprie etichette sotto a una macro etichetta che ha la funzione di cartella. Mail Pilot invece crea diverse etichette separate. Soprattutto, con Mailbox ti basta spostare le tue etichette solo quella di Mailbox, mentre in Mail Pilo sei costretto a usare le sue. Il secondo problema di Mail Pilot è che ha degli shorcut da tastiera propri e non consente di usare quelli di Gmail, a cui sono oramai abituato. Inoltre Mail Pilot non supporta – come per altro non fa Mailbox – la nuova Gmail, che correttamente impostata consente di rimuovere dall’inbox le notifiche dei social, le newsletter e le pubblicità, motivo per cui mi sono ritrovato di nuovo a usare Mailplane su desktop (su mobile preferisco Mailbox).

Fra tutte queste opzioni devo ammettere che, dopo questo rilascio, Mail Pilot è balzata in testa per il potenziale. Il fatto però che mi nasconda le liste (non sono pinnabili, ma restano nascoste insieme alle etichette) e che non sia pienamente integrabile con Gmail la rimette sul piano di Mailbox, la quale è più semplice da usare, specie in mobilità, ma arranca nello sviluppo di un’app per desktop, a questo punto necessaria.

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