Negli scorsi giorni ho testato Dispatch, un’app per la gestione della mail in giro da un po’ e che non mi aveva mai convinto del tutto a provarla per via del prezzo. L’idea alla base di Dispatch è che ogni email presente nella nostra inbox sia destinata altrove. Una filosofia che si mescola ottimamente con quella della disciplina chiamata Getting Things Done e promossa dal David Allen. Dico subito che il design di Dispatch non mi fa impazzire e che l’app non è così semplice da usare come Mailbox, però credo che rimarrà nel mio iPhone insieme a quella. Il motivo per cui vi parlo oggi di quest’app è che è in offerta a 1,79 euro fino a fine anno (normalmente costa 2,99 euro).

Dispatch non punta tutto sugli swipe per gestire la singola mail, ma li sfrutta per gestire l’app: per tornare indietro, rispondere o passare da un account all’altro basta appunto uno swipe. Di “action swipe” ne avete a disposizione uno e potete scegliere se destinarlo ad archiviare o, mi sembra più utile, cancellare l’email. Nell’inbox (unificato o per singola mail, a scelta) potete filtrare le email non lette o preferite. Aprendo la singola mail si apre il mondo di Dispatch: potete trasformare l’intera mail o un singolo testo selezionato per creare un elemento di una lista in Clear o un task in Things/Omnifocus/Todo/Asana, una nota in Evernote o un promemoria in Due o Reminders, o ancora passare il contenuto a Drafts o a Google Translate.

Fino a qui magari non è ancora giustificato il prezzo dell’app. Quando però ci aggiungete che è l’unica app per email a supportare Textexpander già le cose cambiano. Se non usate Textexpander, potete sempre contare sugli snippet interni che consentono di rispondere velocemente a una mail. Di base, la risposta inizia con “Ciao xxx” dove al posto di xxx c’è il nome della persona che vi ha scritto. Purtroppo non si può impostare la firma, ma avete la possibilità di inserire quella che preferita usando quelle salvate negli snippet. In modalità composizione Dispatch offre un’interessante tool per “quotare” un pezzo della email e rispondere fra le righe. Tornando indietro a prendere un altro pezzo potete aggiungerlo alla vostra risposta. In questa modalità potete inserire file da Dropbox, Contatti e Droplr (un’app per accorciare i link). Il tutto è molto comodo, benché un pochino complicato. Sul sito dell’app però ci sono video tutorial che spiegano il tutto. Attenzione: se create una bozza in Dispatch, questa non sarà visibile da altri software.

Utilizzando l‘url scheme Dispatch consente di fare molte cose, ma non di gestire al meglio le etichette. Potete sì spostare una email sotto un’etichetta, ma non potete vedere / gestire il contenuto di un’etichetta alla stregua dell’inbox, come invece potete fare con Mailbox e la stragrande maggioranza delle altre email. Nelle impostazioni potete scegliere quali opzioni devono essere disponibili anche quando cliccate su un link o su una data. Dispatch integra 26 applicazioni: Evernote, Pocket, Instapaper, Readability, Due, OmniFocus, Things, Reminders, Asana, Chrome, 1Password, Dolphin, Safari, Maps, Google Maps, Calendario, Drafts, Skype, The HitList, Clear, Fantastical, 2 Days, Appigo Todo, Finish, Twitter, Facebook.

L’app è compatibile con tutti i sistemi i IMAP e in particole con Gmail, Google Apps, iCloud e Yahoo, ma non funziona con il POP di Exchange. Il fatto che mancano le notifiche push potrebbe essere per alcuni dirimente (in realtà con iOS 7 le notifiche arrivano comunque, ma ci vuole qualche giorno e non sono affidabilissime), ma vi dirò che forse farne a meno è quasi meglio. Questo, insieme all’impossibilità di gestire le etichette, è uno dei motivi per cui considero di continuare a usarla insieme a Mailbox. Certo, un’opzione per silenziare le notifiche sarebbe stato meglio.

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