Una startup con cuore a Firenze e l’anima negli Stati Uniti. Si chiama Cynny, è già diventata un caso di studio grazie alla sua app Morphcast ed è pronta al salto di qualità, per rivoluzionare il mondo del broadcasting in tutti i suoi aspetti.

Leonardo.it ha avuto il piacere di poter intervistare l’imprenditore Stefano Bargagni, fondatore della stessa Cynny: “E’ basata sulla tecnologia Instant Video e funziona come una fotocamera istantanea che permette agli utenti di creare in pochi secondi video con musica, foto, testi e audio registrati in real-time – le sue prime parole – è una tecnologia proprietaria, sviluppata da un team di ingegneri e matematici di Firenze”.

Morphcast è un’app rivoluzionaria, visto che permette di creare e condividere in maniera semplice e intuitiva video che si adatteranno alle emozioni di chi li guarda: “Crediamo molto nel valore aggiunto del nostro progetto, rivoluzionario sia dal punto di vista della tecnologia che dei contenutiprosegue il CEO Stefano Bargagni – Morphcast mette lo spettatore al centro dello spettacolo, rendendolo regista di un’esperienza sempre diversa e coinvolgente. Uno stesso video non sarà mai uguale, ma reattivo in base alle caratteristiche di chi lo guarda. Instant Video nasce per l’intrattenimento, ma con possibili utilizzi trasversali in un ampio numero di mercati anche professionali tutti da esplorare.”

Ma da dove nasce l’idea di Morphcast? “Perché sono inguaribile passionale da quando esiste l’elettronica – prosegue ancora Bargagni – l’innovazione sta nel riconoscere l’emozione dello spettatore mentre sta guardando il video. Più nel dettaglio, Cinny nasce dalla mia passione di voler archiviare i dati degli utenti internet, mediamente 16mila file”.

E poi questo grande mondo sconfinato dei video; il trend attuale parla di 16 miliardi di video visti quotidianamente, con amatori e professionisti che si giocano tutto il territorio: “Questa è una app destinata all’umanità in generale, perché si tratta di un nuovo tipo di media che si modifica mentre lo guardi; e non si profila su nome e cognome ma su quello che ti piace e non ti piace”.

Gli utenti possono creare in pochi secondi video utilizzando musica, foto, testi e audio registrati in real-time. Un nuovo media che mette al centro chi guarda: “Il progetto Cynny segna una tappa importante – spiega Bargagni – il nostro obiettivo è ambizioso. L’implementazione del riconoscimento delle emozioni, prevista per i prossimi mesi, permetterà di offrire a tutti uno strumento senza precedenti in grado di ridurre significativamente il divario di consapevolezza tra uomo e macchina”.

Disponibile per iOS e Android, a breve arriverà anche la versione per Windows Phone: “Ci saranno continue nuove funzionalità, ora la app è in versione base”. Come si mantiene una startup come Cynny: “Con azioni e aumenti di capitali, perché il crowfunding non funziona tanto bene. Abbiamo 300 investitori e bilanci certificati. Ci muoviamo come una quotata in borsa ma non lo siamo. In futuro ci piacerebbe la quotazione, ma sicuramente andremmo a farla al Nasdaq perchè la app verrà lanciata dalla Silycon Valley”.

La strada per le Startup in Italia è dura: “I motivi sono tanti, principalmente diciamo che manca la figura imprenditoriale nelle stesse startup, il crowfunding non funziona perché ci sono troppi vincoli normativi e poi non ci sono i capitali”.

La soddisfazione maggiore finora? “Vedere che un grande imprenditore come Carlo De Benedetti ha messo dei soldi suoi personali per sostenere questo progetto”.