Apache ha annunciato il superamento dei 100 milioni di download per OpenOffice in meno di due anni: da quando, cioè, la suite è stata affidata da Oracle alla fondazione e ha cambiato nome da OpenOffice.org. La suite alternativa a Office di Microsoft è tornata a essere molto popolare — nonostante larga parte del team di sviluppo originario abbia preferito creare LibreOffice. Apache OpenOffice 4.0.1 è disponibile gratis e in italiano su Windows, Mac OS X e Linux… ma non ancora sui sistemi operativi mobili come iOS oppure Android.

Il confronto, più che con Microsoft – che ha appena introdotto Office 365 Personal – è con LibreOffice: curiosamente, ai vertici delle due organizzazioni ci sono altrettanti Italiani. Andrea Pescetti è il vice presidente di OpenOffice, mentre Italo Vignoli dirige The Document Foundation oltre a occuparsi di LibreItalia. Una sfida che ci riguarda da vicino e che, col traguardo raggiunto da Apache, dimostra come esistano ampi margini per entrambe le suite. Una situazione che mai avrei previsto, considerando la loro stessa origine.

LibreOffice ha già tre anni, perché Oracle ha lasciato morire OpenOffice.org prima di consegnarla ad Apache: i risultati ottenuti dal nuovo OpenOffice sono incoraggianti, ma io continuo a pensare che due alternative gratuite a Microsoft Office siano troppe. La decisione più razionale sarebbe stata quella d’unire il codice originario a quello mantenuto dai volontari di The Document Foundation e avere un’unica soluzione open source. Succederà mai? Ahimè, ne dubito e dovendo scegliere preferisco la suite sviluppata da LibreItalia.