Anonymous, il gruppo di pressione che dal 2003 conduce una serie d’operazioni a tutela della libertà del web e contro chi la minaccia, sarebbe al capolinea: è quanto predice McAfee per il 2013. Gli attacchi informatici del tipo Distributed Denial of Service (DDoS) che l’hanno reso popolare aumenteranno, però Anonymous si spaccherà in tanti nuclei autonomi. La struttura è diventata troppo complessa perché i membri restino d’accordo sugli obiettivi da colpire e, dopo una breve escalation all’inizio dell’anno, il gruppo imploderà.

Sembra passata una vita da quando Anonymous riuscì persino a prendere il posto di Steve Jobs, morto il 5 ottobre, sulla copertina del Times: The Protester è stato la Person of The Year del 2011, ma per dovere di cronaca devo ricordare che Anonymous faceva parte d’un elenco più lungo di “rivoluzionari” che includeva soprattutto i manifestanti della Primavera Araba in Tunisia, Egitto, Libia e Siria. La rottura definitiva con Julian Assange di WikiLeaks non ha portato grandi benefici al gruppo che per McAfee sarebbe agli sgoccioli.

Non sono mai riuscito ad avere una posizione chiara su Anonymous: abituato a mettere nome e cognome in tutto ciò che faccio, anche quando non risulti politicamente corretto, non posso concepire un gruppo che faccia dell’anonimato una bandiera. Eppure, ho applaudito la maggioranza delle operazioni di Anonymous. In un certo senso, guardando al complesso delle predizioni di McAfee per il 2013, gli hacker hanno vinto perché il sentiero tracciato da Anonymous sarà percorso da un numero più elevato di persone. Un successo silenzioso.

Photo Credit: Anonymous 9000 via Photo Pin (CC)