Chi prima arriva segna, gli altri copiano. Questo è il principio adottato nei paesi dove il diritto d’autore è legato alla registrazione dei brevetti. E il bello è che chi non deposita un brevetto ma lo usa deve pagare. La legge sul diritto d’autore, nei paesi in cui funziona, tutela le persone e le aziende che depositano un brevetto per una cerca tecnologia o un tal altro prodotto. Tutti coloro che vogliono usarlo dopo devono pagare il proprietario e soprattutto non possono usare il brevetto senza il consenso di chi l’ha registrato.

La guerra dei brevetti, in genere, si combatte sul terreno americano. L’ultima battaglia in ordine cronologico è quella che ha coinvolto Android, sotto accusa da parte della British Telecom per la violazione di un buon numero di brevetti.

Di questi documenti sono disponibili anche i codici numerici di riferimento: 6,151,309, 6,169,515, 6,397,040, 6,578,079, 6,650,284 e il 6,826,598. Si tratta di sei “accuse” di violazione dei diritti per l’uso di alcuni brevetti che riguardano tra le altre cose l’apparato e metodo per le telecomunicazioni, ma anche l’invio di informazioni geolocalizzate, un sistema di navigazione mobile e uno per la gestione della banda mobile.

La British Telecom annuncia di volersi rivalere anche contro i servizi Google Music, Google Maps e Google +.