Linux, o meglio il sistema operativo Gnu Linux, è la dimostrazione che il genere umano attraverso l’uso di strumenti collaborativi può creare grandi cose. Anche se non avete mai sentito parlare di Linux, lo usate comunque tutti i giorni quando accedete a Facebook, Google o Twitter perché questi come tanti altri servizi, per esempio la borsa di Milano o New York, si basano su server equipaggiati con Linux. Però sui computer che usiamo tutti i giorni del pinguino non c’è traccia. Il computer su cui la maggioranza delle persone leggerà questo post utilizzerà probabilmente Windows o tutt’al più sarà un Mac. Android rischia di fare la stessa fine di Linux, che domina il mondo lato server, ma è un (forse il più bel) giocattolo da geek lato desktop. (La diffusione di Linux fra le startup e le nuove generazioni lascia però ben sperare.)

L’altro giorno Marco Usai ha bocciato l’iniziativa con cui Google ha inserito una clausola anti-frammentazione nella licenza del SDK di Android. Secondo me è già qualcosa, ma effettivamente non può bastare. Oggi se vuoi Android compri un Nexus, altrimenti ti ritrovi con un dispositivo che monta una versione del sistema personalizzata da un’altra azienda. Il che per me, che potessi userei Linux su ogni PC, è un obbrobrio. Infatti sul mio Galaxy S c’è oggi la CyanogenMod 10, ma potrebbe esserci tranquillamente una MIUI o un’altra ROM sviluppata da altri dev della comunità e probabilmente presto ci sarà. Trascuriamo però il mio caso: se l’alternativa fino a oggi è stata fra iPhone e Android, negli ultimi quattro mesi (dal lancio del Galaxy S3) amici e parenti hanno cominciato a chiedermi Meglio l’iPhone o il Samsung?

Con l’introduzione di Windows 8 Microsoft ha dato il via a una rivoluzione della cui portata in pochi si rendono conto. Immagino che verso marzo gli amici mi chiederanno Meglio l’iPhone o il Lumia? Il fascino vecchia maniera del Nokia, insieme a un’interfaccia che è grossomodo la stessa del PC che la gente fra poco si abituerà a usare, avrà un effetto devastante sulla diffusione di Android. Perché Windows Phone è alternativo ad Android, non certo all’iPhone. Perché si tratta di un sistema operativo disponibile per diversi dispositivi e non brandizzato con uno solo, cosa che ha permesso la rapida diffusione di Android. Windows Phone però non permette personalizzazioni simili ad Android. Messe insieme le tre cose mi aspetto di sentirmi chiedere presto: Meglio iPhone, Lumia o Samsung?

Le alternative sono per chi vuole spendere di meno. Google ha la necessità di affermare con forza il brand Android e forse proprio per questo sta puntando su una gamma di prodotti Nexus realizzati con diversi operatori (LG, Samsung, HTC, Asus). Nexus è il brand con cui la versione originale di Android verrà distribuita. Una sorta di Ubuntu, mi verrebbe da dire, ma il paragone ha senso solo dal punto di vista del marketing. E anche poco. Passatemelo un attimo però: per molta gente Ubuntu è Linux ed è esattamente quello che Google sta cercando di fare con il Nexus.

Se prendiamo per buono il paragone, è evidente che Android rischia di fare la fine di Linux. A maggior ragione se consideriamo che il nostro utilizzo dei calcolatori oggi si diversifica nei differenti orari della giornata e si articola fra smartphone, tablet e computer. Apple e Microsoft hanno dei collanti potenti (iCloud e SkyDrive) mentre a Google manca una pezza d’appoggio sul fronte PC. I chromebook per ora non hanno risolto il problema. Io sono convinto che potrebbero, ma per ora mi sembrano decisamente lontani dal riuscire a farlo. E per riuscirci credo dovrebbero utilizzare come sistema operativo Android e come collante più Plus che Drive.

Google ha bisogno di proteggere e affermare il brand Android. Oggi Android è il sistema operativo più diffuso su mobile ed è un marchio potente, molto più del brand Nexus che è una roba quasi da nerd. Quando gli amici mi chiedono quale smartphone comprare fra due equipaggiati con Android rispondo di verificare per quale è disponibile l’aggiornamento alla penultima versione di Android. L’ultima non l’avrà probabilmente mai, ma almeno la penultima! E davanti a questo problema si ripropone con forza la minaccia, perché solo il Nexus ti garantisce una reale esperienza Android sempre aggiornata. Ecco perché credo che la frammentazione possa nuocere ad Android così come, lato consumer, si è dimostrata essere il tallone di Achille di Linux.

E questo vale per l’interfaccia tanto quanto per la piattaforma, perché lo sviluppatore che deve curare la funzione di un’applicazione su mille dispositivi diversi con diverse versione di Android ha dei costi decisamente più alti di chi lavora su un’unica interfaccia e un’unica piattaforma. E la differenza fra iOS, Android e Windows Phone la fanno principalmente le app, almeno dal punto di vista dell’utente. Fino a poco tempo fa infatti Instagram era una discriminante fra Android e iPhone e ora lo è fra questi e Windows Phone.

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