La svolta è arrivata (e non sono sicuro che ti faccia piacere): Google, come riportato da Ben Edelman, ha cambiato i termini di licenza che tutelano Android — obbligando gli OEM a installare tutte le proprie app ufficiali. Senza mezzi termini, ciò significa che qualunque device preveda il sistema operativo deve obbligatoriamente pre-installare il Play Store e le applicazioni come GMail o Drive. Qual è il problema? Pensa a CyanogenMod: N1 è autorizzato ad avere il market da Google, ma altri non lo sono e diventerebbero illegali.

Attenzione, perché sto parlando di OEM: tu puoi continuare a installare una ROM – dopo l’acquisto del dispositivo – ed essere in regola, a parte la questione dibattuta sulla garanzia. È il produttore che non può distribuire un device che non abbia il Play Store e le app di Google: una misura che limiterà i cosiddetti bloatware, quelle inutili e fastidiose applicazioni che vorresti poter disinstallare. In Corea del Sud è previsto che tu possa farlo, mentre qui è ancora a discrezione delle società e Google ha ottenuto pure questo.

Più che per CyanogenMod, che solitamente scarichi dopo un certo periodo dall’acquisto ed è pre-installato appena su N1 (in attesa di OnePlus), è un problema per Amazon: i Kindle Fire – che non hanno il Play Store – saranno considerati illegali? Sì, secondo i nuovi termini. Dubito che Google voglia perdere un business tanto importante, ma Amazon dovrà scendere a patti e mettere il proprio App-Shop per Android in secondo piano. Spero giusto che la politica non rispecchi quella di Microsoft o sarebbe un danno per gli sviluppatori.

Photo Credit: Tsahi Levent-Levi via Photo Pin (CC)