Android ha già un miliardo d’utenti attivi, ma Sundar Pichai – lasciando a Dave Burke l’onere di presentare Android TV – ha spiegato a I/O 2014 come otterrà il prossimo: i mercati emergenti sono una grande opportunità per Google e il responsabile del sistema operativo è particolarmente appassionato a questa tematica, provenendo dall’India dove il nuovo programma sarà avviato in anteprima. Android One, infatti, è un progetto che mira a vendere degli smartphone a poco prezzo nei Paesi in via di sviluppo. Una prospettiva concreta.

Il primo dispositivo di Android One sarà prodotto da Micromax e venduto in India a $100. Gli altri partner di Google, al momento, sono Karbonn Mobiles e Spice: la società controlla ogni componente installato negli smartphone e aggiorna Android One da Play Store, senza lasciare ai produttori la gestione degli update. La versione del sistema operativo è una stock come quella dei Nexus — e propone la stessa esperienza dei device più costosi. È davvero ammirevole l’impegno di Mountain View, che risponde così a Nokia X2 di Microsoft.

KitKat e Android L possono essere installati anche sugli smartphone con 512Mb di RAM: i limiti imposti a Nokia X, X+ e XL dipendono soltanto da Microsoft Mobile. Del resto, l’obiettivo è vendere i dispositivi con Windows Phone 8.1 e il sistema operativo di Google non è una priorità. Quella introdotta da Pichai, però, è una piattaforma che in parte sarà estesa ai device di fascia alta con aggiornamenti distribuiti sempre via OTA (Over-The-Air) da Play Store e non più dalle impostazioni. Android è pronto, per tutti i form factor.