Anche Android L come iOS 8 attiverà a livello predefinito la crittografia per proteggere i dati degli utenti dalle intercettazioni o dai furti come quelli perpetrati su iCloud. Google offre questa soluzione dal 2011 con la versione 3.0 del sistema operativo sui Nexus e su altri dispositivi: basta collegare lo smartphone al caricabatterie per accedere a ImpostazioniSicurezzaEsegui crittografia telefono e avviare la procedura che imposterà un PIN per sbloccare le informazioni protette. L’aggiornamento lo permetterà a tutti.

Al solito, Apple non ha inventato nulla cui Google non avesse già pensato… ma la lettera di Tim Cook ha costretto Big G a pubblicizzare questa funzionalità e a renderla disponibile a un maggior numero d’utenti con Android L. Il grosso problema del robottino verde resta la frammentazione: l’anteprima dell’aggiornamento, ad esempio, non è stata distribuita su Nexus 4 e ciò pone dei dubbi sull’effettiva disponibilità del rilascio per lo smartphone che può comunque effettuare la crittografia dei dati. Un problema minore di iPhone 4.

A differenza di Apple, che ha un’altra politica, Google potrebbe diffondere la crittografia predefinita su qualunque dispositivo con Android — senza obbligare all’aggiornamento ad Android L: qualche dubbio sulla sicurezza del sistema operativo, prima dei furti ai VIP su iCloud, è stato avanzato da EFF (Electronic Frontier Foundation) che ha scoperto un bug sul WiFi di KitKat. Chiusa la falla Big G deve ancora procedere all’annuncio dell’update definitivo e dei nuovi device come Nexus 6 e Nexus 9 attesi nelle prossime settimane.

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