Il problema della frammentazione di Android è vecchio come il cucco. La questione finì sotto gli occhi di tutti nel 2010 in seguito a un attacco di Steve Jobs che nell’occasione puntò il dito contro i produttori di dispositivi Android. Per il buon Steve l’apertura di Android era sinonimo di frammentazione e la cosa è divenuta sempre più vera con il rilascio delle nuove versioni del sistema operativo di Google. Big G ha fatto un primo tentativo di mettere le cose a posto con le linea guida per le app Android, ma non ha avuto un grande successo. Ci ha provato anche coinvolgendo gli operatori del settore in un’alleanza per garantire gli aggiornamenti dei nuovi dispositivi per almeno due anni, ma è stato un flop. Ora Big G si gioca l’ultima carta: rilasciare Android a pezzettini.

La strategia di Google è stata spiegata bene da Nick Summers ieri in un post su The Next Web. Mountain View vuole bypassare gli operatori distribuendo le app stock di Android direttamente tramite il Play Store, come ha già fatto per la tastiera. Nel Play Store oggi ci sono già 51 app di Google. La prossima novità potrebbe essere l’aggiornamento di Hangouts, che a breve potrebbe integrare gli SMS, così da portare nel tempo gli utenti a preferire l’app di Google a Whatsapp & co.

Questa strategia è vincente solo in parte. Ossia perché consente agli sviluppatori Android di integrarsi alla perfezione con le app originali. In caso di necessità infatti basta guidare l’utente all’installazione direttamente dal Play Store. Dall’altra parte per Google non sarà possibile aggiornare l’interfaccia di Android senza passare per i distributori di smartphone. Il che rende impossibile offrire a tutti gli utenti un’unica esperienza utente. Peggio ancora, non credo proprio che Google riuscirà a convincere gli utenti a installare le app stock quando i produttori già pre-installano sui dispositivi le proprie app, come fanno HTC e Samsung giusto per citarne due.

Non sarà dunque una mossa definitiva, ma Google in questa maniera dovrebbe riuscire ad arginare la frammentazione. Le prossime versioni di Android saranno sempre meno importanti, piccoli lifting per lasciare tutto alle app. Una buona mossa che permetterà di vincere la battaglia, ma non la guerra. Le app di Google l’utente medio potrebbe anche non installare mai.

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