Dimenticate tablet e smartphone, perché Android sarebbe dovuto essere un sistema operativo orientato alle fotocamere digitali: è stato così nel 2012, quando Samsung ha annunciato Galaxy Camera e altri produttori come Nikon l’hanno seguita, ma Andy Rubin aveva immaginato questo genere d’utilizzo già nel 2004. Qualche mese più tardi, Rubin ha cambiato idea e destinato Android alla telefonia mobile a causa della crisi del mercato delle compatte. Google ha acquistato la piattaforma nel 2005, anticipando di due anni l’uscita di iOS.

Perché le digitali? Nel 2004, Flickr era uno dei prototipi di social network più popolari: acquistato l’anno successivo da Yahoo!, è stato ed è tuttora un punto di riferimento per gli utenti. Rubin, probabilmente, avrebbe voluto innovare un mercato che iniziava a perdere molto del proprio fascino con l’esordio di Facebook e Twitter. Quello degli smartphone era un territorio semi-sconosciuto ai consumatori, dominato da Nokia e BlackBerry che appunto col rilascio di Android hanno conosciuto una progressiva erosione degli introiti.

Il progetto iniziale di Rubin ha preso corpo otto anni più tardi e lui ha lasciato la divisione di Google per qualcosa che, promette, delizierà i consumatori. Personalmente, gradirei vedere Android sulle Digital Single-Lens Reflex (DSLR) e sulle videocamere professionali: arriverà presto anche sugli In-Vehicle Infotainment (IVI) e altri gadget come gli smartwatch. Prima o poi, fondendosi con Chrome OS, potrebbe insidiare Windows su qualunque elaboratore elettronico. Bissare il successo di Android sarebbe impossibile, per Rubin.