Perché Google non ha annunciato Key Lime Pie a I/O, come molti speravano? Una risposta potrebbe arrivare dalle ultime indiscrezioni su Android 5.0: sarà presentato in ottobre, per il quinto anniversario del sistema operativo. Superstizione o ritardi nello sviluppo? Non è dato saperlo, ma – se i rumor fossero confermati – la società potrebbe porre fine alla frammentazione. Questo aggiornamento, infatti, sarebbe installabile su device con appena 512Mb di RAM. Un requisito che Jelly Bean non condivide con Gingerbread e precedenti.

Non uscirà una versione 4.3 in estate, comunque. Come utente di Android, non avverto la necessità dell’aggiornamento: penso che Google dovrebbe anzitutto risolvere la frammentazione e l’uscita di Key Lime Pipe su dispositivi con 512Mb di RAM sarebbe un enorme passo avanti. L’ultimo device prodotto per Google, il Nexus 4 bianco, avrà le stesse caratteristiche del predecessore. È una scelta sbagliata? Non credo, possedendo quello smartphone, perché – escludendo il supporto a 4G/LTE – non ha difetti evidenti. Sono altri i problemi.

La politica di Google è cambiata. In ottobre, con Android 5.0, potrebbe arrivare il “famigerato” X Phone prodotto con Motorola: il segmento mobile dell’azienda è stato acquisito da Google… e non monetizzare questo vantaggio sarebbe stupido. Tuttavia, penso che i Nexus continueranno a esistere, grazie alla collaborazione d’imprese come HTC o Sony. Al sistema operativo non servono nuove funzionalità, ma una maggiore diffusione degli aggiornamenti. Se confermato, Key Lime Pie risolverà numerose difficoltà avvertite dai produttori.

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