Due giorni fa, mentre il mondo occidentale s’apprestava a celebrare la festa d’Ognissanti, Google ha annunciato la disponibilità del Nexus 5: un nuovo smartphone prodotto da LG con Android. Contestualmente, è stata rilasciata la versione 4.4 del sistema operativo che nelle prossime settimane sarà installabile sugli altri device della gamma ed entro novanta giorni sui dispositivi prodotti da terze parti. Un “giallo” riguarda il Galaxy Nexus, che parrebbe escluso dall’aggiornamento — per via della situazione di Texas Instruments.

Nonostante i requisiti minimi di KitKat prevedano appena 512Mb di RAM, il chipset del Galaxy Nexus non risulta più supportato dal produttore e Google non intende proporre l’aggiornamento ad Android 4.4 per il dispositivo. I possessori del device possono contare su CyanogenMod, che ha già proposto una build dedicata: la frammentazione non è un retaggio del passato, ma la riduzione dell’utilizzo della memoria aiuterà sicuramente a estendere la disponibilità di KitKat «al prossimo miliardo» d’utenti. Tranne quelli del Galaxy Nexus.

D’accordo, ma quali sono le novità proposte dal sistema operativo? Non aspettatevi dei cambiamenti “visibili” perché Android 4.4 è un rilascio orientato soprattutto ai produttori e agli sviluppatori: con KitKat migliorerà l’efficienza dei dispositivi e il supporto alle applicazioni web. La prima modifica riguarda, infatti, una riscrittura completa di WebView che permetterà alle app d’utilizzare ogni singolo pixel delle superfici in multi-touch con un framework di transizione per supportare al meglio tutte le gestualità tattili.

Ecco perché Google non ha optato per Key Lime Pie come Android 5.0: KitKat non introduce una rinnovata interfaccia-utente, ma delle soluzioni più congegnali ai programmatori. Un altro esempio è il nuovo framework per stampare i documenti che estende le possibilità di Cloud Print. Le applicazioni potranno gestire l’organizzazione e la stampa cartacea dei contenuti – magari, salvati sui servizi di cloud storage o direttamente nei server della stessa app. Non è l’aspetto più interessante, però «strizza l’occhio» ai professionisti.

Quanto al wearable computing, Android 4.4 introduce il conteggio dei passi che – senza aumentare sensibilmente l’utilizzo della batteria – consente ai dispositivi d’interagire coi tracker dell’attività fisica: non è stato citato, ma nel prossimo futuro dovrebbe essere compatibile con Bluetooth 4.1. Se ciò non bastasse, KitKat implementa uno strumento di “cattura” dello schermo che coadiuva la registrazione degli screencast e una funzionalità di playback adattivo che migliora la qualità dello streaming dei contenuti multimediali.

Le ultime due innovazioni riguardano la programmazione e l’accessibilità del sistema operativo: anzitutto, RenderScript – pubblicato con Android 4.2 – è stato implementato a livello di Native Development Kit (NDK) per le applicazioni in C++. Permetterà, ad esempio, il ricorso ai kernel personalizzati. Infine, tra le nuove impostazioni gli utenti troveranno una configurazione dei sottotitoli per adattarne lo stile alle proprie esigenze. Gli sviluppatori possono iniziare subito a programmare su KitKat, utilizzando Android Studio.