Se l’annuncio del rilascio di Android 4.3 non ha “entusiasmato” Marco Usai – e, probabilmente, neppure molti altri utenti – il codice sorgente del sistema operativo ha rivelato un aspetto interessante: una predisposizione al supporto dei video in 4K. Quest’ultimo è un formato più duttile di 720p e 1080p, perché allude alla risoluzione orizzontale (anziché a quella verticale) e non prevede un numero fisso di pixel. YouTube arriva a un massimo di 4096×3072 — ovvero 12.6Mpixel in 4:3, ad esempio. Già, ma perché proprio su Android?

Il 4K è una risoluzione orientata soprattutto al cinema e alla televisione, cioè agli schermi di grandi ed enormi dimensioni: Intel supporta questa tecnologia con Thunderbolt 2 su MacBook Pro e pochi altri dispositivi prodotti da Apple e non, però tablet e smartphone sono da escludere a priori. Una superficie fino a 10” non basterebbe a integrare il 4K a una densità di pixel in XXXHDPI — com’è definita da Google su Android 4.3. L’azienda progetta sicuramente qualcos’altro, che riguarda i televisori e l’intrattenimento domestico.

Escludete subito Chromecast, la nuova “chiavetta” multimediale da connettere alla TV via HDMI: quella installa una variante ridotta di Chrome OS, non Android. Google – nei prossimi mesi – dovrebbe presentare un prodotto diverso, una sorta di decoder per il televisore (che potrebbe supportare i videogiochi di Google Play) che integrerà un sensore di movimento simile a Kinect e non mi stupirei se installasse una versione 4.3.x del sistema operativo. Su quel device il 4K avrebbe davvero senso e rilancerebbe i servizi di Google TV.