La scorsa settimana tra gli Indigeni Digitali hanno avuto particolare eco i risultati di un percorso di ricerca condotto da Emanuela Zaccone e Massimiliano Spaziani e pubblicata su Chefuturo. In particolare, si sono analizzate le possibili correlazioni tra Twitter, dibattiti televisivi e scelte elettorali nell’abito delle elezioni primarie del centrosinistra che si sono svolte nei giorni scorsi.

L’analisi si è concentrata sul monitoraggio del dibattito legato alle primarie del PD tra l’11 e il 26 novembre 2012 e sull’analisi della eventuale correlazione esistente tra il passaparola sui nomi dei candidati generato online e le effettive preferenze di voto espresse dall’elettorato.

Lo studio, condiviso all’interno del gruppo, ha evidenziato che:

  • le conversazioni su Twitter si articolano in base al momento televisivo: è la TV che determina l’andamento delle conversazioni sui social media;
  • l’abbondanza degli hashtag utilizzati durante le conversazioni aperte su Twitter evidenzia come l’indicizzazione user-generated degli argomenti espressi nelle conversazioni online deriva principalmente da scelte autonome fatte dagli utenti;
  • i trend delle conversazioni online hanno privilegiato Renzi e Vendola, anche se poi il più votato è stato Bersani, che online era stato citato in misura inferiore dagli utenti di Twitter;
  • le conversazioni online e le menzioni ai politici non si convertono direttamente in voti, ma possono fornire ai politici indicazioni rilevanti su orientamenti, interessi e tendenze che possono essere, e in alcuni casi si sono, trasformate in azioni elettorali e politiche concrete.

I dati hanno evidenziano, come afferma Mario Grasso, che la televisione italiana resta il medium dominante nell’ecosistema della comunicazione italiana e lo strumento più diffuso tra gli italiani che cercano informazioni di natura politica.

Massimo Canino evidenzia che Twitter non rappresenta ancora la mappa socio-demografica del nostro Paese, mentre Giuseppe Gigante aggiunge che Twitter è una leva importante nella spettacolarizzazione degli eventi televisivi.

Il valore di questa discussione sta nel fatto che le discussioni sull’utilizzo dei social media affrontano spesso argomenti di ampio respiro nel gruppo degli Indigeni Digitali. E queste possono realmente contribuire alla crescita di una maggiore consapevolezza nell’utilizzo di questi strumenti. Twitter non è un semplice passatempo per utenti geek bensì un vero mezzo di comunicazione che sta crescendo diffusamente anche nel nostro Paese. L’analisi dei suoi impatti sociali richiede metodologie di ricerca specifiche.

Zaccone evidenzia come una tecnica utile per questo tipo di attività sia l’analisi semantica delle conversazioni online. Tuttavia gli strumenti di analisi del sentiment elaborati specificamente per la lingua italiana non sono ancora sviluppati a sufficienza per poter raggiungere una soglia di attendibilità del 95.

L’attività di monitoraggio in tempo reale delle conversazioni online, resa possibile dallo sviluppo degli strumenti di analisi semantica, può essere utile anche nel settore della comunicazione politica. Esso consentirebbe di monitorare il sentiment delle discussioni online riguardo a specifici topic, ri-allineando in corso d’opera le istanze promosse durante le campagne elettorali, come nel caso della più recente campagna presidenziale di Barack Obama.

Topic della settimana:

Da oggi è possibile creare gruppi e community di discussione anche su Google+ (Pierluigi Casolari)

Un plugin da inserire nei siti web per supportare le attività di fundraising
(Luca Longo)

Facebook lancia una votazione globale per cambiare la sua privacy policy
(Ivan Sal)

Perché in Italia vengono prevalentemente finanziate le startup social-oroietnted invece di quelle centrate sullo sviluppo di sistemi hardware
(Antonio Savarese)

Post precedenti:
Internet e cristianesimo. Di che parlano gli Indigeni #1

Rilanciare il paese con le startup. Di che parlano gli Indigeni #2

Il borgo delle startup. Criticità e proposte. Di che parlano gli Indigeni #3

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