Servizi come Spotify e soprattutto Last.fm hanno insegnato al mondo intero che un modello di business basato su lo streaming musicale è veramente possibile e con dei profitti notevoli. Tuttavia solo recentemente le grandi aziende sembrano essersi svegliate dalla letargia, e hanno cominciato a prendere contatti con le varie case discografiche.

È proprio il caso di Amazon che come riporta The Verge ha cominciato a intrattenere rapporti con varie major a quanto pare per la fornitura di un servizio di streaming musicale al pari dei big che ho menzionato sopra. Questo gesto non è da confondersi con il servizio di compravendita dei brani e dei dischi già offerto sia da Amazon che dai concorrenti Google e Apple tramite i rispettivi store, ma è proprio quello che aziende come Spotify fanno danni offrendo un servizio di streaming alla stregua di quello radiofonico.

In questo modo Amazon rinnoverà il proprio business, diventando, più di quanto già non sia, la padrona dei contenuti distribuiti su internet, già divenuta un gigante insormontabile per quanto riguarda gli ebook e il contenuto in qualche modo scritto, come i blog a cui proprio oggi l’azienda ha esteso il proprio dominio tramite il pulsante per blog Send to Kindle, di cui ci ha parlato Federico Moretti. Forse si tratta di una via di uscita da un business model che comincia a sapere di stantio, dato che a quanto pare i best seller in ebook non pagano così tanto.

Ovviamente Amazon potrebbe essere avvantaggiata in questo tipo di business dato che possiede praticamente tutta l’architettura cloud che serve per mettere in piedi un servizio di questa tipologia: tra lo storage, infatti, e il suo Cloud Player, Amazon potrebbe dare del filo da torcere persino a Google ed Apple, anche loro sorprese nell’atto di fare l’occhiolino ad alcuni major discografiche.

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