Recentemente, Amazon si è ritrovata a dover lasciare a terra i propri droni, dal momento che l’autorità statunitense per l’aviazione ha vietato il volo alle aziende commerciali. Seppur Amazon Prime Air sia ancora un progetto in fase di test, l’azienda di Seattle ha richiesto l’autorizzazione per effettuare le prime prove e verificare se questo servizio potrà evolversi e diventare realtà. L’idea, infatti, sarebbe quella di poter spedire i pacchi, nelle località più vicine ai centri di spedizione, attraverso l’utilizzo di droni.

Amazon Prime Air è uno dei servizi più innovativi di sempre, tuttavia la Federal Aviation Administration (FAA) non offre la possibilità di eseguire voli di prova nello spazio aereo degli Stati Uniti alle aziende commerciali. Tutto ciò, quindi, ostacola lo sviluppo di Prime Air e per questo motivo, Amazon ha presentato una petizione che chiede una deroga alle attuali normative, facendo leva sul pubblico interesse.

L’idea che Amazon ha sviluppato può essere considerata interessante ed è già stato rivelato che, nei laboratori di Seattle, stanno lavorando a droni di ottava e nona generazione, in grado di raggiungere velocità pari a 80 chilometri orari. Per effettuare ciò, Amazon ha raccolto le menti più brillanti, tra cui un ex astronauta della Nasa ed esperti nei campi dell’aeronautica e robotica. L’obiettivo, secondo il CEO Jeff Bezos è quello di iniziare le consegne con i droni entro 4 o 5 anni, in modo tale da ottimizzare le spedizioni e riuscire a raggiungere l’importante traguardo della consegna espressa, in un tempo inferiore ai 30 minuti.