S’avvicina il Natale e, tra i regali più gettonati, c’è sempre un libro: se amate scrivere come il sottoscritto – magari, avete pure frequentato un liceo classico – potreste avere il “pallino” di scriverne uno. Perché non farlo in una forma digitale? Gli eBook hanno sorpassato da tempo (era il 2011, se non ricordo male) le vendite del cartaceo negli Stati Uniti… non è ancora successo in Italia, ma la pubblicazione indipendente non comporta gli stessi problemi della carta e gli eReader, come i tablet, sono già piuttosto diffusi.

Supponiamo che abbiate un dattiloscritto e voleste pubblicarlo: il discorso sarebbe molto lungo e, tendenzialmente, cercherei di scoraggiarvi. La tiratura di chi ha avuto successo – escludendo i best seller scritti da personaggi o autori famosi – s’aggira sui cinquecento eBook venduti, per un guadagno di 0,20€ a copia. Siete ancora determinati a procedere? Suggerirei Kindle Direct Publishing con Amazon, perché fra le opzioni è quella che garantisce i maggiori guadagni e una minore burocrazia. Non significa che sia così semplice.

Il primo problema è che Amazon fattura in Irlanda e – ottenuti i dovuti compensi – dovreste convertire le fatture perché siano accettate dall’amministrazione italiana. Il vantaggio, però, risiede nell’IVA al lettore che è fissata al 3% contro il 22% applicato nel nostro Paese: non dovete preoccuparvene, mentre le tasse italiane a carico dell’autore dovete dichiararle personalmente. Kindle Direct Publishing è stato semplificato e dà un’unica soluzione che garantisce il 70% delle royalty più KDP Select per la promozione su Amazon.

KDP Select è un programma che permette d’essere sponsorizzati sul sito di Amazon, a rotazione: inizialmente era richiesto d’accettare il 35% delle royalty, anziché il 70%, ma la documentazione in italiano non cita più questa percentuale — tuttora presente su quella inglese. Un altro vantaggio di Direct Publishing è l’accesso alla Kindle Owners’ Lending Library dove gli iscritti ad Amazon Prime possono noleggiare il testo per un determinato periodo. Nei primi novanta giorni non potete comunque pubblicare lo stesso eBook altrove.

Il formato, se non avete redatto un ePUB, è quello predefinito di Kindle che potrebbe non essere compatibile con altri eReader o applicazioni. Potete importare dei documenti scritti con Word: l’impaginazione è semplicissima e praticamente automatica, ma io preferirei curarla in prima persona. Considerate che KF8 è leggibile da tutti i sistemi operativi installati sui tablet e con Kindle per PC sul desktop di Windows o Mac OS X, però potrebbe comportare dei problemi su Linux — che predilige gli ePUB e oggi supporta appieno i PDF.

Amazon non è l’unica risorsa disponibile per una pubblicazione indipendente: tornerò sull’argomento, perché anch’io penso di scrivere un eBook… e in questo percorso potrei trovare delle alternative più valide. Sono sicuro che non diventerò ricco, ma credo nel valore del formato per il cosiddetto long-form journalism e ho in mente anche diverse altre idee. Chi può avere le maggiori possibilità di successo su Amazon? Quegli autori che scrivono dei libri fantasy o comunque dedicati a “nicchie” d’appassionati a un genere specifico.

Photo Credit: Petra Fritz via Photo Pin CC