Non ho ancora capito se la storia di Patrick Wensink, autore di Broken Piano for President, m’abbia rincuorato o depresso. Lo scrittore è intervenuto venerdì su Salon.com a chiarire una situazione tristemente nota agli autori, che scrivano libri o articoli di giornale: pubblicare un bestseller non equivale a diventare ricchi e famosi. Anzi, non basta neppure a pagare le bollette! La “gavetta” è eterna perché gli editori non investono, specie quando possono guadagnare senza retribuire adeguatamente gli autori. Lo sappiamo tutti.

Lo sappiamo noi, addetti ai lavori, ma non il pubblico. Wensink ha avuto il coraggio di parlarne: Broken Piano for President è stato al primo posto della classifica statunitense dei bestseller di Amazon per una settimana, sesto nelle vendite globali. Subito dietro a 50 Shades of Grey, ha superato addirittura gli acquisti di Hunger Games. La famiglia della moglie pensava che Wensink fosse finalmente diventato milionario… magari, dopo anni passati a considerarlo un fallito. Tanto che l’autore ha provato vergogna verso la consorte.

Quanto ha guadagnato davvero, Wensink? $12,000 che al cambio attuale sarebbero 9.250€. L’autore ha scritto soltanto tre libri in altrettanti anni ed è molto soddisfatto del risultato, soprattutto considerando che in precedenza aveva percepito giusto $150. Ha venuto quattromila copie del libro e raggiunto una certa notorietà fra gli scrittori indipendenti. Un grande successo personale che, però, è tanto lontano dalle aspettative dei parenti e dall’idea che hanno i lettori. Il guadagno-medio per un bestseller s’aggira sui $5,000.

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